Nigeria, l’ultimo orrore di Boko Haram. I jihadisti decapitano venti cristiani. La folle motivazione: “seguono un profeta che tenta di corrompere il mondo”

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L’orrore dei jihadisti di Boko Haram non si ferma. E viaggia di pari passo all’odio che i terroristi qaedisti manifestano nei confronti dei cristiani. Gli estremisti del nord della Nigeria hanno prima ucciso e poi decapitato venti pescatori originari del Ciad che stavano gettando le reti sulle acque del lago omonimo nei pressi del villaggio di Baga, al confine tra le due nazioni. Il motivo di tanta ferocia è stato raccontato dall’unico sopravvissuto, Abubakar Gamandi, che nella mattanza ha perso un fratello di appena 16 anni. “Era un drappello di quattro uomini, ma armato di mitragliatori e machete. Hanno spiegato che i pescatori sono emuli di Issa (il nome di Gesù nelle pagine del Corano), un profeta che con le sue parole ha attirato tante persone stolte, tentando di corrompere il mondo”. E dopo questa sbrigativa e delirante motivazione i miliziani di Boko Haram si sono accaniti sui pescatori esplodendo raffiche di kalashnikov. Non soddisfatti, hanno recuperato i corpi che galleggiavano a pelo d’acqua trascinandoli sulla battigia. “Alcuni sono stati decapitati mentre erano ancora vivi”, rivela Abubakar, che dice di essere riuscito a mettersi in salvo nascondendosi in una delle imbarcazioni tirate in secca.

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