Da Mosca a Bucarest. L’Europa filo No Vax riaccende la pandemia. Terapie intensive sature in Romania. In Russia oltre 900 morti al giorno

no vax Putin
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Tesi al limite del ridicolo se non del tutto negazioniste, scelte discutibili specie in fatto di vaccini e tanta inazione da parte dei Governi. Questo l’incredibile mix che dopo un anno e mezzo di pandemia il mondo pensava di essersi lasciato alle spalle ma che, invece, si scopre essere ancora presente nell’Est Europa dove in questi giorni si sta abbattendo con grande veemenza la quarta ondata del Covid-19. Dalla Russia alla Bulgaria, passando per la Romania, arrivano numeri sconcertanti su ammalati e decessi che nel resto d’Europa si erano visti solo durante la prima ondata (qui la mappa mondiale).

Un’emergenza senza precedenti che vede in grande affanno proprio quei Paesi che, sottovalutando la pandemia, hanno guardato ai vaccini con grande scetticismo e ora, mentre gran parte del mondo vede la luce in fondo al tunnel, vengono letteralmente travolti. Caso emblematico è la Romania che da giorni affronta una crisi sanitaria senza precedenti, la quale lunedì ha causato una crisi di governo con conseguente sfiducia del premier Florin Citu proprio per la gestione della pandemia.

A Bucarest la crescita dei contagi ha saturato tutti i posti in terapia intensiva e per questo l’esecutivo provvisorio, rappresentato dal segretario di Stato Raed Arafat, non ha potuto far altro che chiedere aiuto all’Unione europea per inviare urgentemente medicinali e per trovare posti letto per gli ammalati che il Paese non può più prendere in carico.

DATI DISASTROSI. Un disastro che alcuni ritengono inspiegabile ma che, invece, trova la sua spiegazione in un dato davvero molto semplice: la Romania è tra i Paese Ue con il più basso tasso di vaccinati. A dimostrare come strizzare l’occhio ai No Vax non sia di certo una scelta saggia, malgrado anche alcuni sovranisti italiani non sembrino pensarla così, c’è anche – e soprattutto – il caso della Bulgaria che è, in assoluto, lo Stato membro con meno vaccinati. A Sofia l’entità del fenomeno, stando ai dati forniti dall’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, ndr), è letteralmente inspiegabile perché risulta immunizzato con due dosi appena il 24,3% degli over 18.

Tanto per un raffronto, in Italia il dato è superiore al 72%. Con questi numeri è facile comprendere come lo scetticismo vaccinale sia assolutamente ingiustificato e ingiustificabile tanto che i decessi in Bulgaria sono in crescita vertiginosa e che dal primo settembre a ieri, sono stati accertati oltre 54mila contagi a fronte di una popolazione di appena 7 milioni di abitanti. Ironia della sorte, ad aggravare la situazione del Paese c’è anche il preoccupante fenomeno dei certificati vaccinali fasulli che, per evitare le restrizioni, vengono acquistati in massa dai cittadini No Vax.

Non va meglio neanche nei Paesi Baltici, in particolare Lituania e Estonia, anch’essi funestati dal diffuso scetticismo vaccinale, dove la pandemia sta riprendendo vigore. Uno scenario desolante che non risparmia nemmeno Mosca, con l’esecutivo di Vladimir Putin che non nasconde più la crescente preoccupazione dopo che i decessi giornalieri hanno stabilito un nuovo record tanto che, nelle ultime 48 ore, sono stati oltre 1800.

Proprio come gli Stati dell’Est Europa anche la Russia, ciò ad ulteriore conferma di quanto i vaccini funzionino e siano vitali per evitare decessi e chiusure, è molto indietro in fatto di immunizzazioni che, con doppia dose, sono appena il 29% dei cittadini. Dati che renderanno inevitabili nuovi lockdown e decreteranno, se ancora ce ne fosse bisogno, la sconfitta delle tesi antiscientifiche dei No Vax.