Balle sui social dai No Vax. Per gli hater i vaccini sono come la persecuzione ebraica mentre per la Segre sono solo ignoranti

LILIANA SEGRE
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Sembra che malati e morti non siano sufficienti per convincere il popolo dei No Vax sulla natura della pandemia e sulla necessità di combatterla. Anzi in queste ore molti si lanciano in paragoni tanto arditi quanto impossibili tra i vaccini e la persecuzione ebraica oppure tra il green pass e le leggi razziali. Offese che viaggiano veloci sui social e che non stupiscono la senatrice a vita e sopravvissuta della Shoah, Liliana Segre, che con non poca delusione racconta: “Dopo aver visto l’adorato viso di Anna Frank usato allo stadio (come adesivo antisemita dai tifosi della Lazio, ndr), non mi stupisco di nulla. Non dico che sono insensibile, ma mi è venuta una sorta di scorza”.

PARAGONE INSOSTENIBILE. Mettere sullo stesso piano la persecuzione ebraica e le disposizioni sui vaccini, spiega la senatrice a vita, sono “follie, gesti in cui il cattivo gusto si incrocia con l’ignoranza: siccome spero di non essere né ignorante né di avere cattivo gusto, non riesco a prendermela più di tanto”. “E’ un tale tempo di ignoranza, di violenza, neanche più repressa, che è diventato maturo per queste distorsioni. E’ una scuola che è stata recepita in cui i bulli sono i più forti” prosegue la Segre affermando di voler “sperare che quei manifestanti rappresentino una minoranza. Perché come si fa a non vaccinarsi con una malattia terribile come questa che ha ucciso senza distinzioni?”. La stessa senatrice ha poi spiegato che “se l’unica arma per combattere questa malattia è il vaccino, non ne conosciamo altre, e facciamo il vaccino allora. Io non ci ho pensato due minuti a farlo, anzi ero molto contenta. E così si sono vaccinati tutti nella mia famiglia. Non sono un medico, ma credo a quello che mi si dice”.

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FAKE NEWS. Proprio per essersi vaccinata e aver consigliato gli altri a vaccinarsi, la Segre è finita al centro degli attacchi dei cosiddetti leoni da tastiera. “Incredibile, anche per quello mi hanno attaccata. Hanno detto che avevo delle azioni di Pfizer. Magari. Purtroppo non ne possiedo” ha risposto la senatrice con non poca ironia. Parole condivise anche dall’ex ministra dell’Istruzione e deputata M5S, Lucia Azzolina, che sottolinea su Facebook come da tempo “circola in rete, ma anche nelle piazze di chi ha manifestato, un paragone quantomeno inopportuno: il green pass come le leggi razziali e preludio delle camere a gas”. A chi si spinge in paragoni tanto arditi, prosegue la grillina, “consiglierei di prendere un libro di storia in mano (probabilmente per la prima volta) e ripassare il Novecento. E’ evidente che la Giornata della Memoria non sia sufficiente”.

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