I mille sprechi dei fondi Ue

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di Stefano Sansonetti

Sulla carta si tratta di un’operazione importante, non c’è dubbio. Del resto sugli italici sprechi nella gestione dei fondi europei c’è una letteratura a dir poco sterminata. Semmai quello che è stato annunciato due giorni fa, quasi in sordina, dal ministero dell’economia, rischia di far sobbalzare perché offre una certificazione delle clamorose inefficienze del sistema dei controlli. Il fatto nuovo è che la Ragioneria generale dello Stato, guidata dall’appena confermato Daniele Franco, ha firmato con la Guardia di finanza un protocollo d’intesa “per lo scambio di informazioni relative all’utilizzo in Italia dei fondi assegnati dall’Unione europea per i programmi di sviluppo territoriale”. Ma come, si stanno chiedendo sarcasticamente alcuni attenti osservatori di via XX Settembre, Ragioneria e Fiamme Gialle prima non parlavano tra loro? Domanda che diventa tanto più pressante se si vanno a esplorare i contenuti del protocollo siglato anche dal comandante generale della Gdf, Saverio Capolupo.

Il documento
In base a quanto comunicato dal dicastero via XX Settembre, guidato da Pier Carlo Padoan, “l’accordo si inquadra nell’ambito delle iniziative volte a garantire il migliore impiego delle risorse comunitarie e l’affinamento dei sistemi di prevenzione e contrasto delle irregolarità e delle frodi in danno del bilancio dell’Unione europea”. Più nel dettaglio, l’obiettivo dell’iniziativa “è quello di mettere in comune le rispettive banche dati in modo da creare, attraverso l’integrazione dei sistemi informatici, le necessarie sinergie istituzionali, nell’ottica di assicurare il corretto ed efficace utilizzo dei finanziamenti europei”. Tutto molto bello, non c’è che dire. Ma è possibile che nell’anno 2014 due “pezzi” del ministero dell’economia come Ragioneria e Fiamme Gialle non abbiano ancora sistemi informatici comunicanti e banche dati comuni? Tanto più che il problema dell’inefficienza nella gestione dei fondi Ue è dibattuto da anni.

I numeri
In base agli aggiornamenti più recenti, per esempio, viene fuori che del budget 2007-2013 l’Italia è riuscita a spendere solo il 51,9%, ovvero 17,3 miliardi. Con la conseguenza che i 16 miliardi rimanenti rischiano di evaporare se entro fine 2015 non vengono utilizzati come si deve. Il tutto mentre il nuovo budget 2014-2020 per l’Italia prevede fondi Ue per circa 33 miliardi di euro. E all’incapacità di spendere in generale, già bacchettata mille volte dalle istituzioni comunitarie, si aggiunge anche l’incapacità di spendere nelle singole situazioni. Finanziamenti ad agenzie funebri, trattorie, gelaterie, sagre e maratone varie, come pure è successo negli anni, non rappresentano certo il miglior modo di usare i fondi Ue. Insomma, il problema è talmente vecchio che lo Stato italiano si sarebbe dovuto dare un mossa già da un bel po’.

Le strutture
Tra le altre cose il protocollo firmato da Franco e Capolupo, spiega sempre via XX Settembre, rafforzerà “l’azione di contrasto alle frodi comunitarie attraverso un ragionato orientamento delle procedure di selezione dei soggetti da ispezionare”. Ora, anche su questo passaggio è appena il caso di ricordare che le Fiamme Gialle hanno già al loro interno un “Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie”. E qui si ritorna alla domanda di origine. Come si spiega che, forte di questo “Nucleo” ad hoc, le Fiamme Gialle non abbiano un collegamento informatico con i “guardiani” per eccellenza dei conti pubblici, ovvero i funzionari della Ragioneria dello Stato? Infine non si può fare a meno di rammentare che all’interno di via XX Settembre c’è anche una società informatica, la Sogei, che proprio per queste operazioni dovrebbe essere utilizzata. Insomma, nonostante ci siano tutti i mezzi e gli interlocutori necessari, nel 2014 Ragioneria e Fiamme Gialle devono ancora firmare un protocollo per mettere in camune le banche dati. E provare a combattere gli sprechi nella gestione dei fondi Ue. Non sarà un po’ tardi?
@SSansonetti