Nuovo scontro nel Governo sul salva-Roma. La Lega annuncia il ritiro della norma, ma i ministri M5S smentiscono

Nuovo scontro nel Governo sul salva-Roma. La Lega annuncia lo stralcio della norma, ma i ministri M5S lo smentiscono

Giallo sull’attesissimo consiglio dei ministri di stasera, in cui all’interno del decreto Crescita si sarebbe dovuto discutere anche del salva-Roma, la norma pro-Capitale tanto osteggiata dalla Lega. Dopo vari rinvii, infatti, si tiene il Cdm all’assenza di Luigi Di Maio, impegnato in alcune interviste televisive, e alla presenza invece di tutti i ministri leghisti, a cominciare da Matteo Salvini, ma anche Giancarlo Giorgetti. Il Carroccio non diserta il consiglio dei ministri, nelle ore in cui è scontro aperto con il Movimento 5 stelle sul caso di Armando Siri. Per i grillini, invece, c’è solo la ministra del Sud, Barbara Lezzi, e quello dei Beni culturali, Alberto Bonisoli.

Nuovo scontro nel Governo sul salva-Roma. La Lega annuncia il ritiro della norma, ma i ministri M5S smentiscono

Lo scontro sarebbe più acceso di quanto si pensi. Prima del consiglio dei ministri, infatti, Salvini ha annunciato: “Il Salva Roma è fuori dal dl crescita”. Il provvedimento sarà ad hoc per tutti i comuni. “Quando si parla di crescita è importante esserci”. Lo stralcio del “salva Roma” dal decreto “l’ho concordato con chi c’era”. Lo afferma il vicepremier leghista facendo riferimento alle diverse assenze registrate tra i membri del governo M5S in cdm. Ma i grillini smentiscono Salvini. “Non è ancora stato discusso il dl Crescita – riferiscono fonti M5S – dunque non si è potuto stralciare nulla, meno che meno il salva-Capitale”.

Secondo fonti governative, l’inghippo starebbe nel fatto che all’ordine del giorno del Cdm non ci sarebbe il decreto crescita, in queste ore ennesimo oggetto di conflitto tra M5s e Lega, ma sarà comunque sul tavolo della riunione dell’esecutivo e verrà esaminato a margine del Consiglio,comunque, perché già approvato il 4 aprile scorso con la formula “salvo intese“. Solo per questo motivo, assicurano dalla maggioranza, non figura all’ordine del giorno.

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