Nuovo vertice sulla Fase 2. La task force guidata da Colao al lavoro su date e modalità di ripartenza. Zaia: “Se ci sono i presupposti dal 4 maggio si può riaprire tutto”

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“Se ci sono i presupposti di natura sanitaria dal mondo scientifico, dal 4 maggio o anche prima si puo’ aprire con tutto”. E’ quanto ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, aggiungendo che “dal 4 maggio dobbiamo essere tutti pronti con dispositivi, regole, ovviamente negoziati con il mondo delle parti sociali e quello dei datori di lavoro”. “A me risulta – ha aggiunto il governatore del Veneto – che questo lavoro si stia facendo a livello nazionale con questa prospettiva”.

Intanto anche oggi è tornata a riunirsi in videoconferenza la task force, guidata dal manager Vittorio Colao, istituita dal governo per pianificare tempi e modi della ripartenza. Le prime indicazioni sono attese in tempi rapidi, probabilmente già non entro questa settimana. Oltre alla riapertura dei settori industriali e produttivi, uno dei principali nodi da sciogliere riguarda il trasporto pubblico. La task force è impegnata ad elaborare una sorta di ‘protocollo’ per treni, autobus e metropolitane, per evitare che con la ripresa delle attività i mezzi pubblici rischino di trasformarsi in luoghi ad alto rischio contagio. Oltre alla frequente sanificazione degli ambienti, sarà necessario quindi stabilire regole e modalità di controllo affinché non si creino situazioni di affollamento.

“Non escludo – ha detto ancora Zaia a proposito della Fase 2 – che alcune attività possono essere anche messe in una griglia di partenza, magari, un po’ prima. Immagino che la dead line sia il 4 maggio. Il vero tema oggi è tener tutto chiuso e morire in attesa che il virus se ne vada oppure puntare alla convivenza? A Whuan è stato deciso di convivere e di aprire perché oltre un certo limite non è più sostenibile, sempre fatto salve le indicazioni del mondo scientifico. So per certo che il Comitato scientifico ha dato già le indicazioni, adesso attendiamo la risposta. Noi abbiamo completato il nostro master plan per la riapertura, abbiamo voluto scrivere delle regole che siano uguali per tutte. Le affronteremo domani pomeriggio con l’assessore regionale alla sanità con le parti sociali e con il mondo datoriale, assieme agli altri assessori regionali, e lì proporrà la nostra bozza”.

Allo studio della task force guidata da Colao ci sono aperture e allentamenti delle restrizioni scaglionati in base a regioni, attività e fasce d’età. Si ragiona anche su orari differenziati d’ingresso e d’uscita per uffici pubblici, industrie e aziende. Non a caso uno dei dossier su cui sono al lavoro gli esperti è proprio la riorganizzazione dei trasporti pubblici. La differenziazione per orari – ma anche regole più precise sulla sanificazione degli ambienti – dovrebbe diventare operativa per gli uffici pubblici alla ripartenza mentre per imprese ed industrie dovrà esserci un aggiornamento del protocollo firmato da governo e parti sociali.

Tra le misure sul tavolo l’app per le autocertificazioni e per monitorare i contagi. E un piano di diagnostica con test tampone per i lavoratori. Molte aziende, ricordiamo, hanno già riaperto con il via libera dei prefetti in deroga allo stop. Scalpita per poter ripartire il mondo del calcio. Se gli allenamenti potranno riprendere il 4 maggio, il presidente federale Gabriele Gravina ipotizza una ripartenza a scaglioni (prima la serie A, poi B e C) per favorire il corretto svolgimento di tutti gli esami necessari (compresi i tamponi) a mettere in sicurezza squadre e addetti ai lavori. La Figc ha dato l’incarico a una commissione medico-scientifica di stilare i protocolli di ripartenza di tutto il settore. Continua a scalciare per ripartire Confindustria: “L’Italia deve limitare la caduta, preparare la ripresa”.

Oltre al Veneto, a pressare il Governo, ci sono altre tre regioni. “Abbiamo bisogno di ripartire e di farlo in sicurezza. Questo significa – ha detto il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – che dovremo imparare a convivere col coronavirus e con le misure necessarie a contenerlo. Il Politecnico di Torino e gli atenei piemontesi hanno elaborato linee guida che potranno aiutare il Piemonte a farlo. Testeremo questa possibilità, nei prossimi giorni, con alcune aziende e realtà del nostro territorio e metteremo questa esperienza a disposizione del Paese. Il nostro Paese ha bisogno di ripartire, ne hanno bisogno le nostre aziende, le nostre famiglie, i nostri territori. Questa è una consapevolezza che tutti abbiamo, ma è anche necessario non abbassare la guardia nei confronti di questo virus e dei suoi rischi di propagazione. Rischi che purtroppo non si sono ancora esauriti. Il Piemonte sta lavorando da settimane con il sistema produttivo e i rappresentanti degli enti locali al modo per avviare un progressivo ritorno alla normalità. O, meglio, a quella che sarà una nuova “normalità”. Una sfida complessa per tutti, ma anche l’unico modo per ricominciare”.

L’assessore alla Salute della Regione Sicilia, Ruggero Razza, ha detto in merito: “Il premier Conte ha chiesto alle Regioni di condividere con i ministeri competenti eventuali scelte di anticipare riaperture di attività. Valutiamo l’ipotesi che lo Stato propenda di andare oltre al 3 maggio, mentre la nostra posizione è che non si può andare oltre a quella data, perché in Sicilia ci troviamo in una condizione epidemiologica diversa da quella di altre regioni. Ecco perché nel pomeriggio il presidente Musumeci incontra il comitato tecnico-scientifico regionale”. Sulla stessa linea anche il governatore della Lombardia, Attilio Fontana: “Ieri ho avuto un colloquio telefonico con il ministro Boccia e con lui abbiamo già iniziato a discutere di quelle che possono essere le modalità di riapertura e mi ha anticipato che sabato o domenica ci sarà la cabina di regia per parlare della riapertura del Paese”.

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