L’obbligo di Green Pass non paralizza un bel niente. Ieri scaricati più di un milione di certificati verdi. Oltre 43 milioni gli italiani che hanno ricevuto la doppia dose

Green Pass
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Dopo il debutto positivo di venerdì scorso (leggi l’articolo), l’obbligatorietà del Green Pass non ha creato paralisi o ripercussioni sui lavoratori. Contrariamente a quanto sostenevano in molti, paventando scenari degni da film horror, i disagi sono stati pressoché assenti. Le uniche eccezioni sono state registrate a Trieste (leggi l’articolo) e nella piccola manifestazione pacifica che ha bloccato il porto di Ravenna per qualche ora.

Un inizio settimana positivo in cui, tra le altre cose, si registra la tenuta del sistema di analisi dei tamponi che molti temevano sarebbe andato in tilt. Malgrado quello che viene definito un vero e proprio assalto alle farmacie per eseguire i test diagnostici, non sono state registrate problematiche rilevanti. Altra nota positiva è che inizia a sentirsi davvero l’effetto Green Pass. Soltanto ieri, infatti, i certificati verdi scaricati sono stati ben 1.049.384, domenica erano stati 437mila a fronte di una media, nelle precedenti domeniche, che raggiungeva a malapena 150mila download. Un successo che appare ancor più chiaro alla luce del totale delle certificazioni emesse che ha superato la quota record di 101 milioni di Green Pass sui circa 600 milioni rilasciati nell’intera Unione europea.

Dati confortanti anche per quanto riguarda l’andamento della campagna vaccinale (qui il report). Ieri, per la prima volta, le terze dosi somministrate (49.660) hanno superato le prime vaccinazioni (44.376). Gli italiani completamente vaccinati ieri sono stati 89.078, mentre dall’inizio della campagna siamo arrivati a quota 43.965.128 pari all’81,40 % della popolazione over 12.

SPINTA A IMMUNIZZARSI. Un ulteriore – e non trascurabile – effetto collegato all’obbligatorietà del certificato verde sul posto di lavoro è legata alla campagna di immunizzazione. “Il rialzo delle prime dosi di vaccino si è consolidato dal 15 ottobre” a oggi, spiega il generale Francesco Figliuolo secondo cui “ora dovremo vedere se questo trend diventa strutturale”. Quel che è certo è che il Governo italiano intende blindare la ripartenza economica evitando passi falsi e così il commissario all’emergenza sottolinea che le misure restrittive attualmente vigenti potranno essere allentate solo quando sarà raggiunto il 90% della popolazione vaccinata mentre, al momento, l’Italia si ferma ad appena il 74%.

Una strategia con cui il Governo spera di non incappare negli stessi errori che sono stati commessi dal Regno Unito dove, in queste ore, gli ospedali stanno tornando a riempirsi e i contagi sono 45mila al giorno. Insomma il Green Pass per il momento sembra essere una carta vincente anche se, è bene dirlo, non è tutto oro quel che luccica. A preoccupare, infatti, è che a lungo andare l’obbligo di presentazione del certificato verde possa creare ulteriori attriti tra i lavoratori. Proprio per questo i senatori del Movimento 5 Stelle ieri hanno presentato un pacchetto di emendamenti per chiedere di portare a 5 euro il costo dei tamponi rapidi necessari per svolgere l’attività lavorativa pubblica e privata e di esentare dall’obbligo di esibire il Green Pass chi si trova in lavoro agile o telelavoro e chi lavora all’aperto o in modo del tutto individuale.