“Oggi le bollette penalizzano i più poveri. Basta sussidi, occorre eliminare gli oneri”: parla Chicco Testa

Secondo Chicco Testa non servono sussidi per rendere meno pesanti le bollette, ma la cancellazione di alcuni oneri e un nuovo mix energetico.

“Oggi le bollette penalizzano i più poveri. Basta sussidi, occorre eliminare gli oneri”: parla Chicco Testa

Chicco Testa, lei sostiene che il nucleare sia indispensabile per il futuro energetico del Paese. Ma se oggi il Governo riduce gli strumenti che consentirebbero alle imprese di abbattere subito i consumi e i costi energetici, come Transizione 5.0, non c’è una contraddizione? Non stiamo sacrificando il presente in nome di una soluzione che arriverà tra molti anni?
“Sgombriamo subito il campo da un equivoco di fondo: l’efficienza energetica e gli incentivi non producono energia. Sono strumenti utili, utilissimi per ottimizzare i consumi, ma non possiamo pensare di far marciare le acciaierie, le cartiere o i data center del nostro Paese solo “consumando meno”. Non c’è alcuna contraddizione. Noi stiamo pagando oggi gli errori di trent’anni fa, quando abbiamo deciso sull’onda dell’emotività di spegnere le nostre centrali nucleari. Se vogliamo smettere di rincorrere le emergenze, dobbiamo pianificare il futuro con un mix energetico strutturale. Transizione 5.0 e gli incentivi costano soldi pubblici, spesso a debito. Il nucleare è un investimento infrastrutturale che garantisce energia stabile (baseload) a costi prevedibili per i prossimi sessant’anni. Sacrificare il presente? No, significa smettere di mettere cerotti e iniziare a costruire le fondamenta. In particolare anche in relazione agli obiettivi di elettrificazione previsti dalla UE avremo bisogno di sempre maggiori quantità di energia elettrica . E le rinnovabili da sole non bastano”.

Lei parla spesso di competitività industriale. Ma la competitività si perde oggi, con bollette elevate e carburanti oltre i due euro al litro. Non pensa che la priorità avrebbe dovuto essere un grande piano per ridurre immediatamente il costo dell’energia, invece di concentrare il dibattito quasi esclusivamente sul nucleare?
“Perché le bollette sono elevate? Le bollette sono alte esattamente perché il nostro sistema elettrico è sbilanciato! Dipendiamo in modo patologico dal gas d’importazione e abbiamo spinto su rinnovabili intermittenti che, per stare in piedi, hanno bisogno di centrali a gas pronte ad accendersi quando cala il vento o si nasconde il sole e di ingenti investimenti per le connessioni le reti di trasmissione e le batterie. Un “grande piano per ridurre immediatamente il costo dell’energia” cosa significa in termini pratici? Significa sussidi. Significa prendere i soldi dalle tasse degli italiani o fare altro debito pubblico per pagare la differenza di prezzo. È un’illusione ottica, una partita di giro. L’unico modo per abbattere strutturalmente i costi industriali è avere un parco di generazione che produca tanta energia, pulita, e a costi stabili. E in questo, il nucleare è imbattibile”.

In questi anni il Governo ha trovato decine di miliardi per aumentare la spesa militare. Per abbassare il costo dell’energia, invece, continua a dire che le risorse non ci sono. Se la sicurezza energetica è davvero un interesse strategico nazionale, non crede che questa sia una scelta politica difficilmente comprensibile?
“Questo è un classico argomento demagogico. Primo: la spesa militare risponde a impegni internazionali precisi e a un contesto geopolitico che, se ignorato, ci costa molto più caro in termini di sicurezza globale. Senza sicurezza nazionale, non c’è nemmeno l’economia. Secondo: dire che le risorse “non ci sono” per l’energia è falso. Abbiamo speso oltre 200 miliardi di euro con i vari “Conto Energia” per incentivare le rinnovabili e un’altra voragine l’abbiamo creata con il Superbonus, che ha efficientato uno zero virgola del patrimonio immobiliare a costi esorbitanti per lo Stato. I soldi per l’energia li abbiamo spesi, ma li abbiamo spesi male, drogando il mercato. La sicurezza energetica strategica si fa costruendo impianti, non staccando assegni per calmierare le bollette del mese prossimo”.

Lei ha sempre sostenuto che nucleare e rinnovabili debbano essere complementari e non alternative. Allora perché il Governo sembra aver trasformato il nucleare nell’unica grande narrazione energetica, mentre rinnovabili, accumuli, efficienza energetica e autoproduzione – cioè le uniche misure capaci di ridurre i costi già nel breve periodo – sono passate in secondo piano?
“Siamo seri, per vent’anni in Italia non si è potuto nemmeno pronunciare la parola “nucleare”. Si è parlato solo ed esclusivamente di rinnovabili. Abbiamo tappezzato il Paese di pannelli e pale eoliche, e la narrazione dominante è stata l’illusione del 100% rinnovabile. Se oggi il Governo riporta il nucleare al centro del dibattito, non è per oscurare le rinnovabili – che continuano a crescere e a ricevere attenzioni – ma perché finalmente si è scontrato con il principio di realtà. Le rinnovabili non bastano. Non garantiscono la continuità e necessitano di reti e accumuli giganteschi che costano miliardi. Il nucleare è tornato in prima pagina semplicemente perché l’ideologia sta lasciando il posto all’aritmetica. Inoltre faccio presente che le installazioni di nuove rinnovabili anno su anno sono tutt’altro che trascurabili. Dopo un periodo di stasi negli ultimi 3/4 anni le installazioni hanno ripreso a crescere consistentemente”.

Se domani fosse ministro dell’Energia e avesse a disposizione 10 miliardi di euro, quanti ne investirebbe nel nucleare e quanti, invece, destinerebbe subito ad aiutare imprese e famiglie ad abbattere il costo dell’energia attraverso efficienza energetica, rinnovabili e innovazione? E se una parte consistente la destinasse a questi strumenti, non significherebbe ammettere che il Governo, oggi, sta sbagliando le proprie priorità?
“Dieci miliardi, su scala infrastrutturale energetica, sono una cifra modesta. Se li usassi per “aiutare subito famiglie e imprese ad abbattere il costo”, si tradurrebbero in un bonus di poche centinaia di euro che svanirebbe nel giro di una stagione invernale. I soldi pubblici non si bruciano per pagare le bollette correnti. Come li investirei? Zero euro in sussidi a pioggia. Li userei tutti per eliminare in modo definitivo una parte degli oneri impropri che gravano sulle bollette. Spese che dovrebbero essere a carico dello Stato e che sono invece state messe impropriamente a carico degli utenti elettrici. Per altro con effetti fiscalmente regressivi. I più poveri pagano proporzionalmente di più”.