Caro carburanti, taglio delle accise a rischio: il governo alla disperata ricerca di risorse

Giovedì scade il taglio delle accise sul diesel, il governo ha bisogno di rinnovare gli sconti sui carburanti ma le risorse non ci sono.

Caro carburanti, taglio delle accise a rischio: il governo alla disperata ricerca di risorse

I soldi non ci sono e il nuovo taglio delle accise parte in salita. Giovedì scade lo sconto di 17 centesimi applicato solo sul diesel e che in questi giorni non è mai stato applicato a pieno, nonostante si sia registrato anche un netto calo delle quotazioni del petrolio. Il governo vuole assolutamente prorogare il taglio delle accise sui carburanti per la settimana di Ferragosto, per evitare il contraccolpo elettorale derivante da prezzi alle stelle nel pieno dell’esodo estivo.

Inoltre l’esecutivo vorrebbe estendere il taglio alla benzina, che ormai ha raggiunto la soglia dei 2 euro al litro. Per finanziare il nuovo taglio è atteso il dato sull’extragettito Iva di luglio, dopo la crescita dei prezzi dei carburanti, in modo da attivare il meccanismo delle accise mobili. Ma quei soldi sono insufficienti, coprendo solo un terzo circa dei 125 milioni spesi per ridurre il costo del gasolio negli ultimi dieci giorni.

Caro carburanti, il governo a caccia di risorse ma il taglio delle accise è a rischio

Servono, quindi, altre coperture. E se ne parlerà già oggi in Consiglio dei ministri. Sembra esclusa l’ipotesi di un aumento delle tasse sulle sigarette, come proposto nello scorso Consiglio dei ministri ma senza esito per l’opposizione di Forza Italia e Lega. Però si parla ancora di un nuovo aumento delle tasse, stavolta sull’alcol. Probabile, però, che venga archiviato come quello sulle sigarette, considerando le opposizioni interne alla maggioranza.

Un’altra proposta arriva dal vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, che chiede una tassa sui profitti di chi sta guadagnando molto, come banche e aziende energetiche. Anche in questo caso, però, sembra un’ipotesi altamente improbabile e di cui si potrà eventualmente discutere solamente più avanti e con più tempo, probabilmente con la Manovra.

Bisogna quindi capire dove prendere le risorse necessarie, considerando che l’obiettivo è abbassare i prezzi sia del diesel che della benzina. Il problema è che finora il governo ha già speso 2,1 miliardi con cinque decreti accise. Si prova, inoltre, a prendere tempo nella speranza che il petrolio, tornato a scendere, possa fare un favore al governo. Ma già stamattina le quotazioni del Brent sono leggermente risalite intorno agli 85-86 dollari al barile. Inoltre il precedente calo non si è mai trasformato in prezzi più bassi alla pompa. Un bel problema per il governo.