Oltre 14mila i contagi da Coronavirus in Cina e 300 le vittime. L’Italia sospende il rilascio dei visti. Al via rientro dei connazionali bloccati Wuhan

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Sale a 304 il bilancio dei morti e a 14.380 i casi di infezione da Coronavirus in Cina. Nella giornata di ieri, ha riferito la Commissione Sanitaria Nazionale cinese, sono stati riscontrati 2.590 nuovi casi di infezione e 45 nuovi morti. Alle vittime in Cina si aggiunge dalle scorse ore anche la morte di un paziente cinese nelle Filippine, il primo al di fuori dei confini del paese orientale, che porta il totale dei decessi a quota 305.

A Roma, intanto, dei 26 pazienti provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia che erano stati ricoverati all’istituto Spallanzani di Roma, 13 sono stati dimessi dopo che il test ha dato esito negativo, mentre l’altra metà rimane sotto osservazione. Rimane comunque lo stato di emergenza. Durerà infatti perlomeno fino al 10 febbraio la stretta, di fatto una sospensione (si fa eccezione per motivi familiari e casi di conclamata e acclarata urgenza individuale), disposta dal governo italiano sui visti dalla Cina. Restano ovviamente ricoverati in isolamento, e lo condizioni sono stazionari, la coppia di turisti cinesi risultati positivi al contagio.

“In questo momento – ha spiegato il sottosegretario al Turismo, Lorenza Bonaccorsi – l’importante è riuscire a contenere il contagio del Coronavirus ed evitare al massimo di alimentare panico e allarmismo. Giovedì saranno convocati al Mibact i rappresentanti delle varie categorie del settore turistico per fare il punto sulla situazione e capire come affrontare questa fase di emergenza, in particolare sul fronte dei flussi in arrivo che stanno risentendo delle restrizioni sui voli. E’ stata sospesa la concessione di visti in Cina per l’Italia da parte delle agenzie autorizzate. Restano solo quelli concessi dalle nostre strutture consolari per motivi familiari o casi di conclamata e acclarata urgenza. La chiusura del traffico aereo da e per la Cina rientra in questa politica di contenimento. E’ normale che ci sia preoccupazione tra i cittadini ma è bene non cedere spazio alla paura e all’allarmismo”.

“Non c’è oggi in Europa e in Italia una condizione tale che possa far ipotizzare una chiusura delle frontiere. Sarebbe una misura veramente assurda” ha spiegato, invece, il Commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus e capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, sottolineando che si sta comunque lavorando per capire come potenziare i controlli su treni e auto in arrivo nel paese. E’ partito, intanto, da Pratica di Mare, il Boeing KC767 dell’Aeronautica militare che domani riporterà in patria i 60 italiani rimasti bloccati a Wuhan.

Nessuna preclusione a frequentare la scuola per gli studenti che sono arrivati in Italia dalla Cina e che non presentano i sintomi del coronavirus. A disporlo è una circolare predisposta del ministero della Salute e diramata dal Ministero dell’Istruzione agli Uffici Scolastici Regionali. La circolare prevede, in particolare, che per gli studenti universitari rientrati dalla Cina nelle ultime 2 settimane, occorra “monitorare la eventuale insorgenza di sintomi come tosse, febbre, difficoltà respiratorie; in caso di insorgenza di sintomi chiamare il 1500 o i centri regionali di riferimento; proteggere le vie aeree con mascherina; evitare contatti stretti fino alla definizione della situazione sanitaria”.

Indicazioni che valgono anche per i bambini e i ragazzi che frequentano le scuole primarie e secondarie. Per loro, in più, la circolare prevede che il personale scolastico, docenti e non, “presti particolare attenzione a favorire l’adozione di comportamenti atti a ridurre la possibilità di contaminazione con secrezioni delle vie aeree, anche attraverso oggetti (giocattoli, matite, etc.)”. Infine il Miurs sconsiglia i viaggi di studenti verso le aree colpite. A sollecitare “indicazioni precise” al ministero è stata l’Associazione nazionale presidi (Anp). Il presidente, Antonello Giannelli, aveva infatti inviato una lettera alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina “chiedendole di fornire indicazioni su come le scuole debbano fronteggiare il rischio di contagio” spiegando “ci sono alcuni casi di alunni/studenti che si sono recati in Cina di recente e questo sta alimentando l’insorgenza di timori diffusi”, anche con riferimento a possibili atti di intolleranza.

I virologi dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti contagiati da Coronavirus in Italia, sono riusciti, primi in Europa, ad isolare il virus responsabile dell’infezione. Avere a disposizione in modo così tempestivo il virus, spiega in una nota la Regione Lazio, “è un passo fondamentale, che permetterà di perfezionare i metodi diagnostici esistenti ed allestirne di nuovi e di studiare i meccanismi della malattia per lo sviluppo di cure e la messa a punto del vaccino”.