Omicidio di Maurizio Gucci, storia e movente del delitto commesso da Patrizia Reggiani

Omicidio di Maurizio Gucci
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Omicidio di Maurizio Gucci: la famiglia famosa nel campo della moda internazionale è stata macchiata e marchiata per sempre da uno degli episodi di cronaca che ancora oggi fa discutere, a distanza di tanti anni.

Omicidio di Maurizio Gucci, storia

Patrizia Reggiani e Maurizio Gucci erano chiamati come “la coppia più bella del mondo”. La scintilla tra i due scattò ad una festa nel 1971. Lei era vestita di rosso fuoco e attirò subito l’attenzione dell’ereditiere, che la volle conoscere per la somiglianza con Liz Taylor. Avevano entrambi 22 anni. La signora Gucci, all’epoca non ebbe un vero e proprio colpo di fulmine per il nipote di Guccio Gucci. Solo in seguito, una volta conosciuti meglio, tra loro scattò un grande amore.

Il padre padre Rodolfo Gucci non partecipò alle nozze avvenute nel 1973, perché contrario. Tuttavia, i due si sposarono ed ebbero anche due figli: Alessandra nel 1977 e Allegra nel 1981. Tuttavia, nonostante i primi anni da favola per la neo famiglia Gucci, il 22 maggio 1985, dopo 12 anni di matrimonio, Maurizio Gucci lascia Patrizia per una donna più giovane, Paola Franchi. Nel 1992, Patrizia e Maurizio Gucci divorziano ufficialmente. Da segnalare la figura di Pina Auriemma, una sorra di maga, nella vita di Patrizia Reggiani che non ha mai accettato il tradimento del marito. Nel 1995, Maurizio Gucci viene assassinato con diversi colpi di pistola. Dopo un paio di anni di indagini e di depistaggi, vennero arrestati Pina Auriemma, Ivano Savioni, Benedetto Ceraulo, Orazio Cicala e anche Patrizia Reggiani. I primi due sono ritenuti gli intermediari fra la Reggiani e il duo composto da Cicala l’autista della Clio con cui è scappato l’assassino e Ceraulo l’esecutore dell’omicidio.

Movente del delitto commesso da Patrizia Reggiani

Patrizia Reggiani è stata la mandante dell’omicidio del marito Maurizio Gucci. Condannata inizialmente a 29 anni, che furono poi ridotti a 26, il 9 novembre 2000 ha tentato il suicidio in carcere impiccandosi con le lenzuola alle sbarre della sua cella ma venendo fortunatamente salvata dalle guardie. Nel 2017, dopo 20 anni, esce definitivamente dal carcere per buona condotta.

Per gli investigatori era chiaro che il movente, così come l’esecutore, fosse da ricercare tra i miliardi di lire di Gucci. Tuttavia, ci sarebbero molti di più i motivi che hanno spinto la signora Reggiani ad uccidere il marito. Al di là del denaro che riceveva dopo il divorzio, la Reggiani era ossessionata dal tradimento del marito e dal timore di perdere lo status di “lady Guggi” a favore della nuova compagna dell’ex marito. Dunque, la sete di vendetta, l’amore tracimato in odio, la paura di perdere l’eredità del marchio e il suo “nome”, hanno rappresentato i veri motivi che l’hanno spinta a decidere per la morte dell’ex marito. Inoltre, ad aggravare ulteriormente l’instabilità emozionale di Patrizia Reggiani, aveva contribuito l’operazione al cervello. Un intervento, quello per contrastare il cancro, che l’aveva costretta ad indossare parrucche.