Per l’Oms è ancora presto per considerare endemico il Covid. Serviranno vaccini diversi. Kluge: “Da qui a due mesi oltre il 50% degli europei sarà contagiato dalla variante Omicron”

Oms Kluge
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Per il capo delle situazioni di emergenza dell’Oms in Europa, Catherine Smallwood, è ancora presto per considerare il Covid-19 endemico. Potrebbe diventarlo, ha spiegato, “in un determinato momento”, ma ipotizzare questo cambiamento nel 2022 “è un po’ difficile”.

“Non siamo nel momento in cui si possa definire come endemico” ha ribadito l’esperta dell’Oms spiegado che “c’è bisogno di una circolazione stabile del virus a livelli prevedibili e ondate potenzialmente prevedibili di trasmissione epidemica”. “Quello che stiamo vedendo in questo momento non è affatto vicino a tutto cioè”.

Per gli esperti dell’Organizzazione mondiale della Sanità “sono necessari e andrebbero sviluppati vaccini contro il Covid-19 che abbiano un alto impatto sulla prevenzione dell’infezione e della trasmissione, oltre che sulla prevenzione di malattie severe e morte”.

“Una strategia di vaccinazione basata su richiami ripetuti” dei vaccini attuali “ha poche possibilità di essere appropriata o sostenibile”, spiega l’Oms. “In attesa che questi” nuovi “vaccini siano disponibili, e alla luce dell’evoluzione del virus SARS-CoV-2, occorrerà forse aggiornare la composizione degli attuali vaccini anti-Covid, al fine di garantire che continuino a fornire il livello di protezione raccomandato dall’Oms contro l’infezione e la malattia” causata dalle varianti, aggiungono gli esperti.

Secondo il direttore dell’Oms in Europa, Hans Kluge (nella foto), con il ritmo attuale dei contagi, da qui a due mesi oltre il 50% degli europei sarà contagiato dalla variante Omicron. “A questo ritmo – ha spiegato -, l’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) prevede che oltre il 50% della popolazione della regione sara’ infettata da Omicron entro le prossime sei-otto settimane”.

Kluge ha parlato di oltre 7 milioni di nuovi casi nella prima settimana del 2022, più che raddoppiati in un periodo di due settimane. “Un alto livello di infezione nella popolazione è tollerabile soltanto attraverso l’immunizzazione” ha sottolineato Smallwood. Mentre Siddhartha Datta ha sottolineato che la dose booster protegge i fragili.

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