“Sospendere l’accordo di associazione tra Unione europea e Israele”, l’appello degli esperti dell’Onu a Bruxelles

"Sospendere l'accordo di associazione tra Unione europea e Israele", l'appello degli esperti dell'Onu a Bruxelles

“Sospendere l’accordo di associazione tra Unione europea e Israele”, l’appello degli esperti dell’Onu a Bruxelles

Davanti alla campagna militare con cui Benjamin Netanyahu ha infiammato l’intero Medio Oriente, molti chiedono all’Unione europea di prendere le distanze da Israele. Così, dopo raccolte firme e manifestazioni, a ribadire questa richiesta sono venti esperti delle Nazioni Unite, che hanno invitato Bruxelles a “sospendere immediatamente l’accordo di associazione Ue-Israele, che dal 2000 garantisce a Israele un accesso preferenziale al mercato europeo, nonostante le ben documentate violazioni dei diritti umani, degenerate in crimini atroci, tra cui il genocidio”.

Un duro atto d’accusa in cui si sottolinea che “l’Europa si trova di fronte a un chiaro test morale, quando i suoi ministri degli Esteri si riuniranno il 21 aprile in Lussemburgo per valutare la sospensione, totale o parziale, di questo accordo”. E ancora: “Questo incontro si svolge in un contesto di crescente richiesta di trasparenza e responsabilità da parte dell’opinione pubblica europea”.

“Sospendere l’accordo di associazione tra Unione europea e Israele”, l’appello degli esperti dell’Onu a Bruxelles

Nel comunicato stampa, gli esperti hanno poi citato “l’Iniziativa dei cittadini europei” per la sospensione dell’accordo, che “ha raccolto finora oltre un milione di firme” e che non può essere ignorata. Gli stessi esperti delle Nazioni Unite fanno notare anche una certa ipocrisia da parte delle élite politiche del continente, in quanto “l’Ue non può credibilmente affermare di difendere i diritti umani mantenendo al contempo un accesso preferenziale al commercio con uno Stato la cui condotta è stata giudicata da numerosi organismi internazionali come equivalente a genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra”.

Così, concludono, “alla luce della gravità e della portata delle violazioni dei diritti umani documentate, la sospensione totale non è una questione di discrezionalità politica, ma un imperativo giuridico che incombe sull’Unione europea e rappresenta la misura minima necessaria per allineare le sue azioni agli obblighi previsti dal diritto internazionale”.

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