Stop all’accordo Ue-Israele in salita, Kallas valuta altre misure

Oggi quando si riunirà il Consiglio Affari Esteri per decidere sull’accordo tra l’Unione europea e Israele. Attesa per la decisione di Roma

Stop all’accordo Ue-Israele in salita, Kallas valuta altre misure

È vero che l’Italia ha sospeso il memorandum di Difesa con Israele, e che Viktor Orban è stato sconfitto, ma se è vero che il vento è cambiato tra Roma e Tel Aviv lo capiremo solo oggi quando si riunirà il Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo per decidere sull’accordo tra l’Unione europea e Israele. Il tema finora è stato tra i più divisivi poiché è mancato il consenso, fra gli Stati membri, su come procedere. Sinora la posizione intransigente di Germania e Italia ha permesso la costituzione di una minoranza di blocco che ne ha impedito la sospensione.

 

L’alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, la scorsa estate aveva portato un documento con le varie opzioni, che spaziano “dalla sospensione totale” allo stop delle “misure commerciali preferenziali”. Ieri la Kallas ha frenato sullo stop totale. “I Paesi membri hanno messo sul tavolo la sospensione totale dell’accordo di associazione tra l’Ue e Israele, che richiede l’unanimità. Allo stesso tempo, abbiamo già altre misure sul tavolo, alcune di queste richiedono la maggioranza qualificata. Prima bisogna valutare se sia possibile procedere in questa direzione per esercitare pressione su Israele”, ha detto Kallas. Ad esempio quella sulle misure commerciali (in pratica dazi ridotti se non azzerati) richiederebbe la maggioranza qualificata.

Coraggio

Il premier spagnolo Pedro Sanchez, dal palco dell’internazionale progressista, domenica ha suonato la carica contro il governo israeliano chiedendo all’Unione europea di sospendere finalmente l’accordo di associazione sulla base della violazione dell’articolo 2, ovvero il rispetto dei diritti umani. “Non abbiamo nulla contro gli israeliani, anzi, è proprio il contrario: ma un governo che viola il diritto internazionale e, di conseguenza, i principi e i valori dell’Ue non può essere nostro partner”, ha detto Sanchez.

L’assalto all’accordo Ue-Israele è un cavallo di battaglia di Madrid di lunga data. Sanchez ad ogni modo non è solo, nella sua lotta. I ministri degli Esteri di Irlanda e Slovenia (oltre a quello spagnolo) hanno inviato una lettera proprio alla Kallas per esprimere “la più profonda preoccupazione” per diverse misure adottate dal governo israeliano, tra cui “decisioni esecutive, militari e leggi approvate dalla Knesset”, che contravvengono “ai diritti umani” e “violano il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario”. Il riferimento è alla recente legge sulla pena capitale per i terroristi, di fatto, secondo i critici, fatta a misura dei palestinesi in Cisgiordania, duramente condannata dalle capitali europee e dalla stessa Commissione.

La raccolta firme

Peraltro in Europa sono state superate il milione di firme della petizione ‘Giustizia per la Palestina’, promossa dal gruppo parlamentare The Left, per chiedere “la sospensione totale dell’accordo di associazione Ue-Israele a causa delle violazioni dei diritti umani” commesse da Tel Aviv. Lanciata a gennaio, ha raggiunto il quorum in soli tre mesi, ovvero “un record”. Fatto sta che alla vigilia della riunione del Cae si è alzato il pressing dei progressisti in Italia sul governo di Roma.

Dalla parte sbagliata

“In questi anni il governo italiano è stato dalla parte sbagliata. Ora però il ministro Tajani deve prendere una posizione netta nel Consiglio Affari Esteri di domani (oggi, ndr) dove il tema sarà trattato: non possiamo ancora tenere in piedi questi accordi dopo che il Governo Netanyahu si è macchiato di un genocidio e ha portato avanti guerre illegali che hanno causato morte, distruzione e danni economici enormi anche per l’Italia. E si vada oltre, con sanzioni al governo Netanyahu che mancano all’appello da troppo tempo”, ha dichiarato il leader M5S Giuseppe Conte. “Se il Governo Meloni vuol prendere davvero le distanze da Netanyahu deve sostenere la sospensione dell’accordo di Associazione Ue-Israele, per manifesta violazione dei suoi presupposti politici e giuridici”, ha dichiarato il dem Peppe Provenzano.