Ora arrivano i renziani più di Renzi

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di Gaetano Pedullà

Non sarà Renzi a staccare la spina del Governo. Non ne avrà bisogno, perché pezzo a pezzo attorno al premier si sta facendo il vuoto. A cannoneggiare, da giorni, era la Confindustria, furibonda per il voltafaccia sul taglio del cosiddetto cuneo fiscale (la quota di tasse e contributi che le aziende vorrebbero mettere in parte nelle tasche dei lavoratori, così da far ripartire i consumi). Su questo taglio, Letta aveva preso un impegno solenne con il presidente degli industriali Giorgio Squinzi. Le imprese si aspettavano dieci miliardi, nella legge di stabilità ci sono solo noccioline. Di qui l’attacco culminato mercoledì scorso con un durissimo editoriale del Sole 24 Ore (il giornale della Confindustria) e ieri con l’assalto frontale del presidente dell’associazione di Viale dell’Astronomia. Le imprese, si dirà, oggi come oggi non sono più un potere forte. Lo scettro è in mano al re e il trono è al Quirinale. Anche qui, però, lo scudo su Palazzo Chigi inizia a vacillare. “Stabilità e governabilità sono un dovere delle istituzioni”, ha detto mercoledì Giorgio Napolitano nel secondo messaggio in due giorni, senza evocare però le dimissioni da presidente nel caso il Parlamento continuasse “a pestare l’acqua nel mortaio” sulla legge elettorale. Mentre Renzi fa melina, dà un po’ di ossigeno a Letta e pacifica il Pd facendo sparire il premier, in realtà l’ordine è partito. Bisogna fare una legge elettorale qualunque e andare subito a votare. Chi spinge in questa direzione salirà davvero sul carro del sindaco di Firenze. Per gli altri, posti in piedi. Di qui il riposizionamento, con i poteri forti che vuoi o non vuoi devono accettare la nuova geografia politica. Con una consapevolezza: Renzi può piacere o no, ma se si vota presto e con una legge elettorale onesta ha una possibilità di far qualcosa di buono per il Paese. Se invece dovrà aspettare il prossimo panettone, dopo un nuovo anno economicamente difficile, al massimo farà la fine di Monti. Per Letta il fortino si fa sempre più stretto.