dalla Redazione
Politica

“Questa è una vittoria di tutto il Paese, al di là dei colori politici, di tutti gli italiani, una vittoria del popolo che non ci ha mai fatto perdere la speranza di vincere questo referendum”. E’ quanto ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, commentando il risultato del Referendum nel corso di una conferenza stampa. “Voglio dire – ha aggiunto l’esponente pentastellato – che la vittoria del sì mi rende felice e orgoglioso prima di tutto come cittadino italiano. Erano 20 anni che l’Italia non raggiungeva un risultato simile. Oggi siamo di fronte a cittadini italiani che in maggioranza hanno detto sì alla nostra proposta”.

“E’ un segnale positivo di riavvicinamento tra la politica e i cittadini – ha aggiunto Di Maio -, per la prima volta le proposte dell’una e dell’altra parte coincidevano e hanno trovato espressione in un risultato, che soprattutto negli ultimi giorni, non era scontato. Da oggi in Italia il numero dei parlamentari eletti torna in linea come quello di tutte le grandi democrazie occidentali. Un risultato che porta l’Italia a guadagnare ulteriore credibilità internazionale in uno dei momenti più difficili della storia. Oggi l’Italia ha dato prova della sua maturità”.

“Nelle ultime settimane – ha detto ancora Di Maio – il livello di disinformazione ha raggiunto picchi preoccupanti, diverse forze non meglio identificate si sono riunite sotto il vessillo del no con il solo scopo di colpire il governo ma anche il sottoscritto. Il nostro compito è guardare avanti e cogliere le nuove opportunità, una di queste non può che essere la normalizzazione degli stipendi dei parlamentari. Voglio rivolgere un invito sia al fronte del sì che del no: uniamoci per raggiungere un altro importante risultato, riduciamo anche gli stipendi dei parlamentari”.

“Mi auguro – ha concluso Di Maio – che da oggi possa aprirsi una nuova stagione riformatrice, un dibattito tra le forze di maggioranza e opposizione. Si apre un percorso di rinnovamento e rinascita che deve vederci tutti uniti, lo dobbiamo a chi verrà dopo di noi. Il prossimo step dovrà essere l’approvazione di una nuova legge elettorale proporzionale che sia in grado di favorire la governabilità dell’Italia”.