Ostruzionismo in Aula, fiducia sul decreto liquidità. L’Esecutivo blinda il provvedimento sui prestiti garantiti alle aziende

di Giorgio Iusti
Politica

Posta la fiducia anche sul decreto liquidità. Iniziata la discussione e tornato poi il testo in Commissione bilancio per esaminare le implicazioni finanziarie di due emendamenti, lo ha annunciato nel tardo pomeriggio di ieri il ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà (nella foto). Dopo un lungo esame del decreto da parte delle commissioni riunite finanze e attività produttive e le numerose audizioni svolte, a partire da quelle dei rappresentanti del mondo produttivo, all’aula è stato consegnato un testo profondamente modificato rispetto all’originale. Con l’obiettivo di rendere il provvedimento sui prestiti alle imprese garantiti dallo Stato più rispondente possibile alle esigenze degli imprenditori italiani. Ieri la maggioranza, con un intervento del relatore Luca Carabetta, del Movimento 5 Stelle, ha quindi chiesto e ottenuto il ritorno in commissione bilancio ddl di conversione per esaminare appunto le implicazioni finanziarie di due emendamenti e, fatti alcuni aggiustamenti, quando è ripresa l’aula è stata posta la questione di fiducia.

Scontate le proteste dell’opposizione, che non manca però di sbracciarsi per piantare bandierine. “Le imprese del Made in Italy sono a rischio chiusura o acquisizioni come denuncio da tempo. La conferma arriva dall’indagine Aibe-Censis che mette in guardia da acquisizioni a buon mercato dall’estero. La risposta del Governo – ha affermato l’azzurra Benedetta Fiorini, segretario della Commissione attività produttive alla Camera – al momento è stata inadeguata. Serve un piano industriale coraggioso e regole chiare all’interno della UE”. Ancora: “E’ solo grazie ad un nostro emendamento, a mia prima firma, approvato al decreto Liquidità che sarà possibile per l’anno 2020 riconoscere un credito di imposta pari al 30 per cento delle spese sostenute dalle imprese italiane per la partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali all’estero che sono state disdette a causa del Covid19. Adesso chiediamo alla maggioranza di accettare le nostre proposte di modifica al decreto rilancio per istituire un fondo di sostegno di 800 milioni per le fiere che si tengono in Italia, così pesantemente danneggiate dalla pandemia, e inoltre sgravi fiscali e rimborso delle spese sostenute per la partecipazione a fiere e manifestazioni commerciali previste per quest’anno in Italia ma annullate o rimandate per il coronavirus”.

Ma del provvedimento hanno enorme necessità le imprese, deve ancora passare al vaglio del Senato e la scadenza è fissata all’8 giugno. Polemiche e schermaglie politiche a parte, di cui in questo momento gli italiani non hanno proprio bisogno, occorre dunque fare presto. Oggi, a partire dalle ore 16.30, inizieranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia e alle ore 18 le procedure di voto per appello nominale sullo stesso voto di fiducia. Tra le ore 21 e la mezzanotte sarà quindi la volta dei pareri del governo sugli ordini del giorno, cui seguiranno le dichiarazioni di voto. Domani invece, dalle ore 9 è previsto il seguito dell’esame degli ordini del giorno e, attorno alle ore 11, sono previste le dichiarazioni di voto sul provvedimento e il voto finale. Il decreto passerà quindi a Palazzo Madama affinché venga esaminato dal secondo ramo del Parlamento. E problemi particolari vengono esclusi. L’attenzione del resto è già tutta sul Decreto Rilancio.