Pagamento in rubli del gas, continua la battaglia tra Mosca e i “Paesi ostili”. Il Cremlino ribadisce che non farà beneficenza. Per il G7 è inaccettabile: “Putin ha le spalle al muro”

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Continua la battaglia del gas tra Mosca e i “Paesi ostili”. “Non faremo beneficenza”, affermano dal Cremlino rispondendo ai Paesi che contrastano la scelta della Russia di accettare solo Rubli per il pagamento delle forniture di gas.

Pagamento in rubli del gas, Peskov: “Di sicuro non lo forniremo gratuitamente”

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo quanto ha riferito la Tass, non si è però sbilanciato sulle contromisure che Mosca potrebbe adottare al diniego occidentale sul pagamento delle forniture in rubli. “Ma di sicuro non forniremo gas gratuitamente, questo è certo. È quasi impossibile fare beneficenza nella nostra situazione”, ha aggiunto Peskov.

I Paesi del G7 hanno affermato oggi che il pagamento in rubli per il gas è un’idea “non accettabile” e prova  che il presidente russo Vladimir Putin ha ormai “le spalle al muro”. “Tutti i ministri del G7 – ha detto Lo ha detto il ministro dell’economia tedesco Robert Habeck – sono stati d’accordo sul fatto che si tratterebbe di una violazione chiara e unilaterale dei contratti esistenti, il che significa che un pagamento in rubli non è accettabile”.

“Io penso – ha continuato il rappresentante dell’esecutivo di Berlino a margine di una riunione virtuale con i suoi omologhi degli altri sei paesi che compongono il G7 – che bisogna interpretare questa richiesta come il fatto che Putin è spalle al muro”.

“Chiediamo alle aziende interessate di non rispondere alla richiesta di Putin”, ha affermato Habeck, definendo la Russia un “fornitore inaffidabile”. Attraverso questa richiesta, “il tentativo di Putin di dividerci e’ evidente”, ha aggiunto il ministro tedesco, il cui Paese detiene quest’anno la presidenza del G7 (Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Canada, Giappone, Germania e Italia).

Pagamento in rubli del gas, Descalzi: “I contratti prevedono il pagamento del carburante in euro”

Dall’Italia arriva la presa di posizione di Eni. “Non abbiamo una disponibilità in termini di rubli – ha detto l’amministratore delegato del gruppo energetico, Claudio Descalzi -, e potrebbe essere difficile ottemperare a questa richiesta: senza contare che i contratti prevedono il pagamento del carburante in euro, e non si può modificare unilateralmente un accordo”.

“La richiesta della Russia di esportare il suo gas naturale essere pagato in rubli è un problema per i mercati energetici perché sta causando volatilità nei prezzi ed è molto difficile pagare quella valuta”, ha poi aggiunto Descalzi ricordando che “l’Europa non ha proprie risorse energetiche e non ha sufficiente capacità di rigassificazione del Gnl per soddisfare la richiesta”. “L’Europa è una scatola vuota quando si tratta di energia”, ha sostenuto l’Ad di Eni invitando a guardare all’Africa per avere più forniture: “A noi serve gas e a loro serve lo sviluppo: mi sembra una buona opportunità”.