Panama Papers. Offshore mon amour. Spuntano altri cento italiani coinvolti. Tra i volti noti Briatore e Galliani

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Spuntano altri nomi interessanti coinvolti nei Panama Papers. Dopo Barbara D’Urso, Carlo Verdone e Iarno Trulli, è il turno di Emanuela Barilla, Adriano Galliani e del miliardario Stefano Pessina. E poi società riconducibili a Silvio Berlusconi e Flavio Briatore. A rivelare la seconda tranche di 100 nomi di italiani coinvolti nei Panama Papers, il colossale archivio dello studio Mossack Fonseca, è ancora L’Espresso.

Tra le carte panamensi – scrive il settimanale d’inchiesta – emerge tra l’altro il nome della Sport Image international delle Isole Vergini britanniche, una società della galassia di Silvio Berlusconi che una ventina di anni fa finì al centro di un’indagine giudiziaria per i pagamenti in nero ad alcuni calciatori del Milan, da Ruud Gullit a Marco Van Basten. Come amministratori della Sport Image, fondata nel 1989, sono indicati Adriano Galliani e altri due manager a quell’epoca targati Fininvest: Giancarlo Foscale e Livio Gironi. Struie invece, è una cassaforte, anche questa creata da Mossack Fonseca, di cui si sono serviti sia il leader di Forza Italia sia Flavio Briatore (benché i loro nomi non compaiano direttamente nelle carte panamensi).