Parisi si fa il suo movimento. E tenta il tiro mancino a Silvio. L’ex city manager lancia Energie per l’Italia

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Se sarà l’ennesimo partitino condannato all’irrilevanza ce lo dirà soltanto il tempo. Anche perché se è vero che la sua partenza è stata minata dagli attacchi dei falchi berlusconiani, che di Stefano Parisi non digeriscono proprio nulla – a cominciare dalla corrispondenza non proprio d’amorosi sensi con Lega Nord di Matteo Salvini – dall’altra potrebbe addirittura riuscire a riunire i moderati. Ieri l’ex candidato sindaco di Milano ha lanciato il suo movimento, “Energie per l’Italia”, marcando le distanze non solo da Matteo Renzi e Beppe Grillo ma anche da quel Silvio Berlusconi che solo pochi giorni fa lo ha “scaricato” dopo avergli dato il compito di rilanciare Forza Italia. “Non sono stato tradito né licenziato perché non sono mai stato assunto”, ha puntualizzato Parisi: col Cavaliere “ho avuto un rapporto libero”. Parole rivolte indirettamente anche ai tanti che hanno costruito la propria immagine sulla via di Arcore e che oggi lo attaccano un minuto sì e l’altro pure. A cominciare dai vertici parlamentari.

Pro e contro – Certo, “se Parisi pensa di farsi un partitino perché ha deciso di rompere con il suo dante causa rischia di andare incontro all’ennesimo fallimento”, spiega a La Notizia il politologo Alessandro Campi: “Quanto sta accadendo con lui non è altro che la tragicomica riproposizione di un copione già visto in passato con gli altri delfini di Berlusconi”. Sull’ex city manager di Milano “credo si sia creato un grande equivoco: lui è entrato in partita senza che fossero chiare le regole d’ingaggio. Personalmente – aggiunge Campi – penso che l’uso della parola leadership sia stato improprio. Quello che occorre al Centrodestra è un programma che superi il retaggio della rivoluzione liberale promessa dal ’94 in poi e, solo in un secondo momento, un federatore che sappia veicolare un messaggio forte, promuovere una vera battaglia. In questo senso Parisi non è la figura migliore, anche perché allo stesso tempo l’ex premier scalpita per rientrare in partita e Salvini avanza”.

Ricco premio – Ma cosa potrebbe succedere, al contrario, se l’elettorato che non si riconosce nella visione di un Centrodestra “lepenista” dovesse puntare sul nuovo movimento di Parisi? “Premesso che rilevazioni demoscopiche precise su ‘Energie per l’Italia’ non ne abbiamo ancora fatte, penso che Parisi si trovi di fronte a un mercato elettorale in cui c’è molto spazio”, dice il sondaggista Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing. Ma “avrà successo se e solo se deciderà di andare oltre Berlusconi riaggregando quell’elettorato che non si identifica più in Forza Italia”. La montagna da scalare è altissima. Sul piatto però “c’è una percentuale di voti che può valere il 10/11%”, fatta di persone che da una parte “hanno già abbandonato Renzi dopo averlo votato alle Europee del 2014” e dall’altra “sono momentaneamente ‘traslocate’ nel Movimento 5 Stelle”. La partita è aperta.

Twitter: @GiorgioVelardi

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