Parnasi e gli intrecci con la Lega. Spunta pure una cena con Salvini. L’imprenditore romano puntava a espandersi in Lombardia. E aveva invitato a casa i leghisti per non farsi beccare

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Sebbene il filone sui presunti finanziamenti illeciti ai partiti, nell’inchiesta sullo Stadio della Roma, sia chiuso da tempo, le novità sono tutt’altro che finite. Se due giorni fa era spuntato un verbale di Luca Parnasi che inguaiava l’ex tesoriere dem Francesco Bonifazi, oggi un nuovo caso sta creando imbarazzo ai leghisti Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti e Giulio Centemero. Al centro, ancora una volta, c’è il costruttore romano e una cena organizzata a casa sua appena pochi giorni prima del Natale 2017. Ospiti d’onore, come rivelato da l’Espresso, i tre vertici del partito che di lì a poco avrebbe iniziato la sua poderosa scalata al potere italiano. Come sempre, nel tentativo di preparare il terreno per i propri affari ed evitare rogne, Parnasi intende stringere le relazioni con i politici più in voga, tanto più che oltre allo stadio della Roma intende accaparrarsi anche il progetto per quello di Milano.

MENU’ SOSPETTO. Come scritto dagli inquirenti che avevano piazzato le cimici nell’appartamento, “Parnasi sta organizzando una cena con alcuni appaltatori e Salvini, e dice che la farà a casa sua per evitare che vengano beccati… che ci saranno altre 7–8 persone e la farà in maniera riservata per dare sostegno alla Lega”. Per questo prende in mano il telefono e invia un sms al tesoriere Centemero, indagato per finanziamento illecito, per invitarlo: “Sto organizzando il 19 a casa mia. Che ne dici?”. “Direi ottimo. Fammi avere coordinate e ora per favore” risponde sicuro il leghista che poi si spinge oltre e chiede: “Per Iban et similia facciamo de visu o vuoi tutto in anticipo?”.

Senza troppi convenevoli, i due si danno appuntamento per il giorno seguente in stazione Centrale a Milano e dieci giorni dopo, come da programma, viene tenuta la famosa cena. Un appuntamento che lascia soddisfatto Centemero che, infatti, scrive: “Ciao Luca, volevo ringraziarti per la cena, hai messo al tavolo delle persone di valore e sono contento Matteo ci si sia confrontato”. Tutto chiarito? Nient’affatto perché in questa vicenda ci sarebbe un giallo. Già perché Parnasi nell’interrogatorio del giugno scorso, in relazione ai suoi rapporti con la Lega e nello specifico parlando dei presunti 250mila euro forniti attraverso l’associazione Più Voci, aveva negato che fossero stati un finanziamento occulto al partito. In quell’occasione, infatti, aveva spiegato ai pm: “Con riferimento all’associazione Più Voci, ho effettuato due bonifici di 125mila euro. L’associazione era rappresentata da Centemero che conoscevo e che era il tesoriere della Lega. Formalmente era un’associazione che promuoveva lo sviluppo immobiliare nel Nord Italia e io avevo interesse a finanziarla perché mi apriva la strada per estendere la mia attività anche in quella zona”.

MATTEO ALZA IL MURO. Che non si tratti di millanterie del costruttore e che di incontri ce ne siano stati, è fuori discussione. Del resto lo ha ammesso anche Salvini che ieri, in merito alle dichiarazioni dell’imprenditore ha spiegato: “Eccome, (di cene, ndr) ce ne sono state più d’una. Ceno e pranzo sistematicamente con imprenditori. Anche stamattina ne ho incontrati una quindicina”. Un’ammissione con cui il leader del Carroccio, ai microfoni di La7, ha smentito che in ballo ci fossero denari per il suo partito e ha provato a minimizzare la faccenda affermando: “Con Parnasi sono anche andato allo stadio e mi piaceva il progetto di quello che doveva costruire per la Roma. Questa è un’aggravante?”.

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