Pendolari come cavie. In Lombardia non c’è un piano sui trasporti. Le tratte regionali ridotte all’80%. Gel disinfettante negato sui vagoni

di Carmine Gazzanni
Politica

Che la Regione Lombardia non abbia avuto in queste settimane un’idea chiara su come intervenire nell’emergenza e nel post-emergenza da coronavirus, era cosa nota a tutti. Che però anche in vista del 4 maggio non ci sia un piano strutturato, lascia a dir poco basiti. “Il problema – spiega il consigliere regionale pentastellato Nicola Di Marco – è che hanno avuto due mesi di tempo, ma in questi mesi di fatto nulla è stato fatto o pensato”. Il risultato è che nell’audizione tenuta ieri dall’assessore ai Trasporti, Claudia Maria Terzi, in cui sono stati illustrati i provvedimenti conseguenti alle nuove direttive emanate da Palazzo Chigi e le azioni di Regione Lombardia, il quadro è caotico. Col rischio che questo caos possa tramutarsi in disordini pubblici a partire dal 4 marzo.

“Nella nuova fase – spiega Di Marco – verranno garantite solo il 80% delle corse. Un’idea, proposta da Trenord ed accettata passivamente da Regione, incompatibile con le misure di distanziamento sociale che garantiscono la sicurezza dei passeggeri e lavoratori. Un numero di corse ridotto è sinonimo di affollamento, quindi auspichiamo che si possa lavorare ad un potenziamento del servizio”. Il paradosso, dunque: invece di aumentare le corse, nella speranza che i convogli siano meno pieni, si sono ridotti. Si penserà: perlomeno i vagoni saranno forniti di dispenser per il gel disinfettante. E invece no: nulla di tutto questo. “Ovviamente noi abbiamo proposto una soluzione di questo tipo – spiega ancora Di Marco a La Notizia – ma la risposta che ci è stata data sarebbe grottesca se non fosse drammaticamente reale: ci hanno detto che mettere dei distributori di gel creerebbe assembramenti in quella zona dei vagoni e dunque è meglio evitare”.

Il problema vero, però, secondo le opposizioni è che la giunta guidata da Attilio Fontana (nella foto) ancora una volta non avrebbe centrato il punto. “Manca una qualsiasi strategia di mobilità dolce, unica alternativa oggi che garantirebbe distanziamento sociale”. Zero finanziamenti per le piste ciclabili, nonostante gli stanziamenti per la ripresa economica in Lombardia ammontino a ben 3 miliardi. Lo stesso Di Marco a metà aprile aveva avanzato una proposta per fare in modo che una minima parte di quei soldi venisse utilizzata per acquistare biciclette elettriche. “Ma è stata bocciata dalla maggioranza”. Quella necessità di cambiare visione politica ed avere dunque una strategia più ampia sembra cambiare al Pirellone. “Sarebbe stato ad esempio il caso – continua Di Marco – di studiare cosa potrebbe accadere considerando in luoghi chiusi come le metropolitane con l’aria condizionata. Ma nulla di tutto questo è stato fatto”. L’impressione è che si brancoli nel buio. Nella gestione sanitaria come nel post-emergenza su un campo molto delicato come può essere quello dei trasporti. Il 4 maggio è alle porte e il rischio, conclude ancora Di Marco, è che i pendolari “vengano trattati come vere e proprie cavie”.