PenTito Boeri. Dopo tante critiche, il presidente dell’Inps strizza l’occhio al Governo Renzi. Ora il Jobs Act va bene: i licenziamenti sono calati del 12%

Dopo aver sparato sull’operato del governo Renzi, il presidente dell’Inps Tito Boeri ha usato i guanti bianchi nei confronti del premier sul Jobs Act.

Che sia solo una coincidenza è possibile, ma come si suol dire spesso a pensar male ci si azzecca. Certo è che, dopo aver sparato a zero sull’operato del governo Renzi (dalle pensioni d’oro alla riforma del lavoro), il presidente dell’Inps Tito Boeri ha usato i guanti bianchi nei confronti del premier in merito al Jobs Act. L’occasione è stata la relazione sul rapporto annuale dell’Inps.

PenTito Boeri. Dopo tante critiche, il presidente dell’Inps strizza l’occhio al Governo Renzi. Ora il Jobs Act va bene: i licenziamenti sono calati del 12%

Nel corso della presentazione, Boeri ha fornito una serie di inaspettati assist al governo, spiegando ad esempio che la cancellazione dell’articolo 18 con il superamento della reintegra per i licenziamenti senza giusta causa e giustificato motivo previsto dal Jobs act non ha portato a un aumento dei licenziamenti: nel 2015 l’incidenza dei licenziamenti è diminuita del 12% sull’anno precedente. Secondo Boeri, le norme del Jobs act sui contratti a tutele crescenti hanno inciso sulle stabilizzazioni dei contratti nelle imprese soprattutto tra i 15 e i 19 dipendenti, anche se l’aumento dell’occupazione è stato determinato soprattutto dai massicci incentivi sul fronte della contribuzione.

Nel 2015 i contratti a tempo indeterminato sono cresciuti di oltre mezzo milione rispetto all’anno precedente ma sono destinati nel 2016 a stabilizzarsi su questo livello. Nella relazione, però, il presidente dell’Inps ha fornito anche interessanti numeri, a cominciare da quelli relativi ai pensionati: sono quasi sei milioni (il 38% del totale) quelli che hanno redditi da pensione inferiori a mille euro al mese. Questa fascia assorbe solo il 15,6% della spesa complessiva ricevendo nel 2015 poco più di 43 miliardi di euro.

Boeri, però, ha anche chiesto, nel corso del suo intervento, nuove e più incisive misure di contrasto alla povertà, una riforma del sistema che metta fine alle salvaguardie “costose e inadeguate”, ma innescate dalla legge Fornero. Boeri si è quindi augurato che lo Stato “incentivi il congedo di paternità”.

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