La Sveglia

Per strangolare Hamas, a Gaza muoiono i bambini

Dentro al-Mawasi, l’area che Israele ha dichiarato “zona umanitaria”, un drone ha ucciso un bambino mercoledì 24 giugno. È accaduto al campo di al-Taybeh, a ovest di Khan Yunis. Lo riferiscono il complesso medico Nasser e l’agenzia palestinese Wafa.

Quello stesso giorno, alla Conferenza delle Autorità locali israeliane, Benjamin Netanyahu ha scelto un verbo: «Oggi controlliamo quasi il 70% della Striscia di Gaza e stiamo strangolando Hamas». Lo riporta Ynet. Quel 70% è la misura dell’occupazione che la Corte internazionale di giustizia, nel parere del luglio 2024, ha dichiarato illegale e da far cessare.

A dire chi sia strangolato per davvero è l’ONU, nelle stesse ore. Il portavoce Stéphane Dujarric porta i dati OCHA del 23 giugno: 1,7 milioni di sfollati, l’80% della popolazione, in quasi 1.600 siti di accoglienza. Seicentomila persone senza accesso sufficiente all’acqua potabile. Dal cessate il fuoco del 10 ottobre gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 1.027 persone e ferite 3.280, secondo il ministero della Salute di Gaza.

Le Forze di difesa israeliane accompagnano ogni colpo con una ragione. Nella notte, fanno sapere, hanno distrutto quattro postazioni di lancio che dicono “allestite durante il cessate il fuoco”, e domenica hanno ucciso nel sud un uomo che avevano fotografato il 7 ottobre. La macchina che riempie ogni morte di una giustificazione gira mentre il premier conta il suo settanta per cento.

“Strangolare” resta la sua parola. Indica un obiettivo militare e descrive una condizione civile, e nei 1.600 campi senza acqua le due cose coincidono.

Intanto a Fiumicino sono rientrati Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, gli attivisti del Global Sumud Land Convoy liberati dalla Libia dopo un mese e annunciati da Antonio Tajani come successo diplomatico. Scesa dall’aereo, Alberizia ha riportato lo sguardo dove serve: «Sotto gli occhi del mondo è in atto un genocidio a Gaza, non possiamo restare a guardare».