Perquisizioni e sequestri all’ex Ilva. La Procura di Milano ipotizza l’aggiotaggio informativo e la distruzione di beni. I pm di Taranto indagano su movimento merci, ordini e manutenzioni degli impianti

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False comunicazioni al mercato (aggiotaggio informativo) e distruzione dei beni senza il concorso con il fallito (legge fallimentare), sono i reati ipotizzati dalla Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta sul caso ArcelorMittal, coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dai pm Stefano Civardi e Mauro Clerici e al momento ancora a carico di ignoti. L’aggiotaggio informativo riguarda alcuni comunicati stampa diffusi dalla stessa multinazionale indiana che, sempre secondo gli inquirenti, avrebbero avuto effetti sul mercato. Intanto, questa mattina, la Guardia di Finanza ha perquisito, su ordine della Procura di Taranto, gli uffici di ArcelorMittal nell’ambito della seconda inchiesta avviata dopo l’esposto presentato dai commissari dell’ex Ilva. Gli investigatori delle fiamme gialle hanno acquisito molta documentazione, anche in forma digitale, riguardante il movimento di merci, ordini, e stato di manutenzione degli impianti. L’inchiesta tarantina, anche in questo caso a carico di ignoti, ipotizza i reati di distruzione di mezzi di produzione e di appropriazione indebita.