Piazza Affari non è un affare. Monte dei Paschi e il comparto banche crollano in Borsa

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All’avvio delle contrattazioni a Piazza Affari, Monte dei Paschi di Siena è letteralmente crollata. Una notizia drammatica se si pensa che proprio questa settimana parte il difficile maxi aumento di capitale. Di fatto, Monte dei Paschi si è avvicinata al minimo storico di 16,79 euro ad azione (calcolato sulla base del raggruppamento delle azioni nel rapporto di 1 a 100). Il titolo cede il 14,25% a 17,15 euro.

Ma, come si suol dire, mal comune mezzo gaudio: deboli infatti anche gli altri bancari, a partire da Unicredit, Bper, Banco Popolare e Bpm, il cui andamento negativo ha affondato la Borsa di Milano, anche oggi maglia nera tra i listini del Vecchio Continente.

Dalle 14 di lunedì Monte dei Paschi, ottenuto il via libera della Consob, inizia l’offerta di conversione in azioni diretta ai possessori di bond subordinati. Il titolo, subito dopo l’apertura, è entrato in asta di volatilità. Riammesso agli scambi, ha ricominciato a scivolare arrivando a cedere più del 12%, a meno di 18 euro. Il consiglio di amministrazione la settimana scorsa ha fissato a 24,9 euro il prezzo massimo a cui verranno convertite in azioni le subordinate oggetto dell’offerta: un valore che tiene conto della decisione di raggruppare le azioni nel rapporto di 1 a 100. Da oggi, dunque, le azioni della banca sono scese da 2,93 miliardi a 29,3 milioni. Il periodo di adesione all’offerta di conversione terminerà alle ore 16 del 2 dicembre, salvo proroga. I bond oggetto di conversione si riducono da 11 a 10 perché il titolo Fresh è stato escluso dall’offerta volontaria in quanto non è stato raggiunto il consenso del 50% del valore nominale in circolazione. Il bond vale comunque 28,6 milioni su un totale di circa 4,3 miliardi di euro.

Proprio ieri il Financial Times, con toni apocalittici, avvertiva: se dovesse vincere il No al referendum, otto banche italiane falliranno. E tra questa indicava proprio (e innanzitutto) il Monte dei Paschi di Siena.