Pm tuttofare. In Calabria pure esattori delle tasse. La Procura di Paola aumenta i sequestri per recuperare le somme non versate al Fisco

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Procure che aiutano a ripianare il bilancio dello Stato. Strano ma vero. Accade a Paola, un piccolo centro della costa tirrenica cosentina dove da un anno e mezzo, cioè da quando si è insediato il nuovo procuratore capo Pierpaolo Bruni gli evasori fiscali hanno vita meno facile. È di ieri l’ultimo maxisequestro di beni, tra immobili e quote societarie per un valore complessivo di 1,3 milioni di euro. Il meccanismo scoperto dai finanzieri è sempre lo stesso: evadere le tasse attraverso società che di fatto si rivelano scatole vuote. Quasi ogni mese i magistrati mettono i sigilli ai patrimoni di imprenditori che si inventano la qualunque pur di sottrarsi al fisco. Ciò che fa più clamore è che avviene in un territorio, la costa tirrenica a forte vocazione turistica. Quindi, così non si fa altro che creare un vulnus all’economia sana. Ecco, perché, uno dei bersagli della Procura è proprio il mondo degli evasori. Qualche mese fa, il pool di pm, specializzato in questi reati, è arrivato persino a scoprire una maxitruffa che estendeva i suoi tentacoli fino a San Marino, dove anche lì da un pò di tempo l’evasione fiscale è diventata un reato. Il procuratore Bruni sta lavorando già da un pò di tempo per creare un team di esperti a caccia di frodi fiscali, sempre più convinto che aggredire i patrimoni di imprenditori e commercianti fraudolenti è al momento uno dei modi più efficaci per restituire allo Stato ciò che gli viene illecitamente sottratto. Un modo concreto per recuperare soldi e ripristinare la legalità. Quindi, strano ma vero: in Calabria i pm a volte diventano anche esattori delle tasse.

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