Prende il largo il Conte-2. Ecco chi sono i nuovi ministri del Governo giallorosso. Squadra snella e giovane (l’età media è di 47 anni). Sette le donne

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Dopo giorni di trattative, il Governo Conte-2 ha preso il largo con una squadra di ministri, che hanno giurato questa mattina al Quirinale, snella e giovane (l’età media è di 47 anni), di cui fanno parte ben sette donne. Lunedì sarà alla Camera per il primo voto di fiducia, martedì al Senato. Ecco chi sono.

Alfonso Bonafede (Giustizia). Siciliano di Mazara del Vallo ma fiorentino d’adozione, è un avvocato di 43 anni. Da sempre considerato l’esperto di giustizia del Movimento nonché fedelissimo di Di Maio, è stato ministro della Giustizia nel precedente esecutivo e, visti i risultati positivi, è stato riconfermato anche nel governo Conte 2.

Lorenzo Fioramonti (Istruzione). Romano di 42 anni è stato professore ordinario di Economia politica all’università di Pretoria in Sudafrica. Dopo essere stato viceministro all’istruzione nel primo governo Conte, ora è stato promosso a ministro dell’Istruzione. Prima di entrare in M5S, ha svolto il ruolo di collaboratore di Antonio Di Pietro, tra il 1997 e il 2000.

Stefano Patuanelli (Sviluppo economico). Triestino di 45 anni, laureato in ingegneria civile, è uno dei fautori dell’accordo con i dem. Il suo ingresso nel mondo pentastellato risale al 2005 mentre dal 2011 al 2016 è stato consigliere comunale a Trieste. Stimato da tutti, in questa legislatura, pur essendo al primo mandato, è stato scelto come capogruppo al Senato di M5S.

Nunzia Catalfo (Lavoro). Nata a Catania, ha 52 anni. è alla sua seconda legislatura in Senato ed è nota per esser stata la prima firmataria delle proposte di legge su Salario minimo e Reddito di cittadinanza. In questa legislatura era presidente della commissione permanente Lavoro pubblico e privato, Previdenza sociale del Senato.

Sergio Costa (Ambiente). Napoletano, classe 1959, laureato in Scienze Agrarie è considerato l’esperto di M5S in ambito ambientale. Proprio per questo è stato scelto già nel precedente esecutivo come titolare del ministero dell’Ambiente ed è stato riconfermato nel Conte 2. In passato ha lavorato alla Direzione nazionale antimafia.

Federico D’Incà (Rapporti con il Parlamento). Quarantatrenne di Belluno e laureato in economia, è oggi al suo secondo mandato. Considerato uno della vecchia guardia del Movimento, nella precedente legislatura ha ricoperto il ruolo di capogruppo M5S a Montecitorio e presidente dei deputati. In questa, invece, ha ricoperto il ruolo di questore.

Paola Pisano (Innovazione tecnologica). Torinese di 42 anni, è un volto noto di M5S per il quale, fino ad oggi, è stata assessore all’Innovazione della giunta Appendino a Torino. Dal 2014 al 2016 è stata direttrice del Centro di Innovazione tecnologica multidisciplinare dell’Università di Torino (ICxT). Attualmente dirige il laboratorio di Smart City all’interno di ICxT.

Fabiana Dadone (Pubblica amministrazione). Nata a Cuneo, ha 35 anni. È deputata M5S al secondo mandato e nella scorse legislatura era stata membro della commissione Antimafia. Dal 2018 è diventata il referente di Rousseau per la funzione Scudo della Rete e nel 2019 è stata nominata membro dei probiviri, ossia il collegio che decide le misure disciplinari per gli iscritti.

Vincenzo Spadafora (Sport e Politiche giovanili). Nato ad Afragola, ha 45 anni ed è considerato molto vicino a Di Maio. Prima di approdare in M5S nel lontano 2016, era già stato segretario particolare di Andrea Losco, Udeur, poi aveva fatto parte della segreteria dei Verdi e nel 2006 era diventato capo segreteria di Francesco Rutelli quando era al ministero della Cultura.

Roberto Gualtieri (Economia). Nato a Roma, ha 53 anni. Storico e politologo, nel 2009 è stato eletto eurodeputato del Pd, riconfermato nel 2014 e nel 2019. A Bruxelles è stato presidente della Commissione per i problemi economici e monetari. Professore associato di Storia contemporanea a La Sapienza, è vicedirettore della Fondazione Istituto Gramsci.

Lorenzo Guerini (Difesa). Nato a Lodi, classe 1966, è di estrazione democristiana. Laureato in scienze politiche a Milano, è considerato un renziano di ferro. Proprio quando l’ex sindaco di Firenze era segratario, Guerini rivestiva il ruolo di portavoce dem. Poi dal 2017 è stato promosso a vice segretario mentre dal 18 luglio 2018 è presidente del Copasir.

Paola De Micheli (Infrastrutture e Trasporti). Piacentina, nata nel 1973, si laurea in Scienze politiche all’Università Cattolica di Milano. Considerata una fedelissima di Nicola Zingaretti, oggi riveste il ruolo di vicesegretaria del Pd assieme a Andrea Orlando. Dal 2017 al 2018 è stata commissaria straordinaria alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia.

Teresa Bellanova (Politiche Agricole e Forestali). Sindacalista salentina, nata a Ceglie Messapica in provincia di Brindisi nel 1958, è una fedelissima dell’ex segretario Matteo Renzi. Nel 2014, durante il governo Renzi, è stata nominata sottosegretaria al Lavoro. Due anni dopo è stata promossa a viceministro allo Sviluppo economico, incarico mantenuto con il governo Gentiloni.

Dario Franceschini (Beni Culturali e Turismo). Volto noto della politica italiana, torna per la terza volta al ministero della Cultura. Nato a Ferrara 60 anni fa, si è laureato in Giurisprudenza ed è da sempre uno dei promotori del dialogo tra dem e M5S. In passato è stato primo presidente dell’Ulivo alla Camera. Nel 2009 è stato segretario nazionale dem.

Giuseppe Provenzano (Mezzogiorno). Economista, classe 1982, vanta una laurea e un master alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Da sempre si occupa di Mezzogiorno ed è vice direttore dello Svimez, motivo per il quale è stato scelto come ministro del Sud. Nel 2018 aveva rifiutato la candidatura nelle liste del Pd perché in polemica con le scelte della segreteria Renzi.

Francesco Boccia (Affari regionali). Nato a Bisceglie, classe 1968, si è laureato in scienze politiche a Bari e ha conseguito il Master alla Bocconi. Nel suo passato è stato assessore all’economia di Bari e più volte deputato, nonché Capo del Dipartimento per lo Sviluppo delle Economie Territoriali nel Prodi bis e consigliere economico del ministro Enrico Letta.

Elena Bonetti (Pari opportunità e famiglia). Professoressa associata di Analisi matematica dell’Università di Milano, ha 43 anni e vive a Mantova. Renziana di ferro, è membro della direzione nazionale Pd. Da sempre attenta alle istanze lbgt, nel 2014 ha firmato assieme a don Gallo un appello per chiedere il riconoscimento delle unioni gay al Parlamento.

Vincenzo Amendola (Affari Europei). Napoletano, 45enne, è un deputato al secondo mandato. Cresciuto nella sinistra giovanile e nei Ds, di cui ha guidato la segreteria regionale campana nel 2006, nel 2009 ha vinto le primarie Pd diventano segretario regionale del partito, ruolo che ha rivestito fino al 2014. In passato era considerato vicino a Massimo D’Alema.

Roberto Speranza (Salute). Nato a Potenza 40 anni fa, è segretario di Articolo 1 . La sua carriera politica ha inizio nella Sinistra Giovanile di cui era presidente nel 2007, con Fausto Raciti segretario. L’anno successivo Walter Veltroni lo vuole nei Giovani Democratici per creare la nuova organizzazione giovanile del Pd. Nel 2013 viene eletto deputato e scelto come capogruppo dem alla Camera. Un incarico a cui rinuncia nel 2015 per via delle tensioni con l’allora premier Matteo Renzi. Dal 2018 è deputato di Liberi e Uguali.

Luciana Lamorgese (Interno). Nata a Potenza, ha 66 anni. È stata prefetto di Milano fino al 2018. Laureata in giurisprudenza è diventato avvocato e ha lavorato alla prefettura di Varese, alla direzione generale del ministero dell’Interno. Nel 2010 è stata prefetto di Venezia. A Milano è ricordata per aver promosso l’accordo con i sindaci dell’hinterland per distribuire le quote migranti attirandosi le ire dei leghisti.

Riccardo Fraccaro (Sottosegretario a Palazzo Chigi). Nato a Montebelluna, in provincia di Treviso, nel 1981 è stato ministro per i rapporti con il Parlamento nel Governo gialloverde. Laureato in Giurisprudenza, è considerato un fedelissimo di Di Maio. In M5S è noto sia per esser stato autore della norma che denuncia gli affitti d’oro degli organi costituzionali che per esser stato primo firmatario e aver promosso la legge di Riforma costituzionale per il taglio dei parlamentari.

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