Il prezzo della benzina tocca il livello più alto dal 30 giugno 2022. Nella giornata di oggi, 9 settembre 2026, il costo medio al self service sulla rete stradale nazionale si attesta a 2,067 euro/litro, con un incremento di 9 millesimi rispetto alla giornata precedente. Non va di certo meglio per il diesel, il cui prezzo medio nella stessa modalità tocca quota 2,176 euro/litro e che potrebbe addirittura peggiorare visto l’avvicinarsi della scadenza dello sconto sulle accise che dovrebbe scattare domani, 10 settembre 2026. Un’eventualità che, però, il governo di Giorgia Meloni intende scongiurare e, infatti, in giornata è attesa un’ulteriore proroga al taglio delle accise.
Quel che è certo è che l’aumento dei prezzi è dovuto principalmente alla dinamica dei mercati internazionali e alle tensioni internazionali che, tanto in Ucraina quanto in Iran, tornano a salire pericolosamente.
Prezzo benzina e diesel oggi 9 settembre 2026
Di seguito il riepilogo aggiornato dei costi medi nazionali rilevati oggi:
- Benzina Self service a 2,067 euro/litro, in crescita di 0,009 euro rispetto a ieri. È il massimo da giugno 2022
- Diesel Self service a 2,176 euro/litro, in crescita di 0,007 euro rispetto a ieri. È a un passo dal record annuale
- Metano a 1,769 euro/kg, in crescita di 0,007 euro
- GPL a 0,747 euro/litro, invariato
Senza l’attuale taglio dell’accisa sul gasolio, il prezzo del diesel sarebbe già schizzato a 2,346 euro/litro, superando il record storico assoluto registrato il 17 marzo 2022 (2,229 euro/litro). Attualmente, il diesel self service sulla rete nazionale è a 2,176 euro/litro (+7 millesimi), mentre in autostrada raggiunge i 2,248 euro/litro.
L’impatto sui consumatori: le parole dell’UNC
L’aumento dei listini ha un impatto immediato sul portafoglio degli automobilisti. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori (UNC), con il presidente Massimiliano Dona che sottolinea la rapidità del rincaro: “Dal 1° al 9 settembre un pieno da 50 litri è aumentato di 2,20 euro per il gasolio e 2,40 euro per la benzina. Solo da ieri a oggi, in autostrada, il costo del pieno diesel è salito di 40 centesimi e quello di benzina di 45 centesimi”.
Anche le compagnie petrolifere hanno adeguato i prezzi consigliati: Eni ha aumentato di 1 centesimo sia benzina che diesel; Ip di 2 centesimi la benzina e 1 il diesel; Q8 di 2 centesimi il diesel; Tamoil di 3 centesimi la benzina e 2 il diesel.
Cosa succede da domani: scadenza taglio accise
Il punto cruciale per i prossimi giorni è la scadenza del decreto MEF-MASE del 4 settembre. Il taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio (composto da 15 centesimi di accisa e l’effetto IVA) copre solo il periodo dal 6 al 10 settembre 2026. Dall’11 settembre, in assenza di nuovi interventi, la riduzione decadrà automaticamente.
Il contesto macroeconomico rimane teso: l’Istat segnala un’inflazione annua al 3,3% ad agosto 2026, trainata anche dai costi energetici. Su base annua, confrontando agosto 2025 con agosto 2026, fare il pieno di benzina costa circa 16 euro in più, mentre per il gasolio la differenza supera i 25 euro.
Le prospettive del Governo e le proposte delle associazioni
Sul tavolo del governo c’è la decisione su eventuali nuove misure. Il ministro Urso ha indicato l’orientamento verso il superamento dei tagli lineari, preferendo bonus selettivi dedicati a redditi bassi e categorie specifiche come pendolari e autotrasportatori. Non vi è ancora certezza su una proroga immediata oltre il 10 settembre.
Diverse le posizioni delle associazioni di categoria. Confimprenditori, attraverso il presidente Stefano Ruvolo, critica le “proroghe a singhiozzo” e propone invece l’introduzione di un price cap: un tetto massimo di 1,90 euro/litro per la benzina e 1,95 euro/litro per il gasolio per contrastare le speculazioni di mercato.