Le Lettere

Primarie di fuoco

Primarie di fuoco

Vedo che molti piddini di recente hanno preso a dire che il Pnrr è stato portato in Italia da Gualtieri: è una menzogna per non ammettere che l’artefice fu Conte. Che c’entra Gualtieri
Attilio Lorenzi
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Gentile lettore, Gualtieri all’epoca era ministro delle Finanze e probabilmente c’era a Bruxelles – ma comunque giocò soltanto un ruolo da comprimario – in quei tre giorni e tre notti in cui Conte da solo, contro i nordici e i “frugali”, ottenne la creazione del Recovery Fund, poi strutturatosi nel Pnrr, 209 miliardi di euro (ricalcolati in circa 190 dopo la forte crescita del Pil italiano 2021). L’Italia fu il maggiore beneficiario di quel primo e forse ultimo caso di condivisione del debito, cioè bond comuni europei chiamati con altro nome. Tornato in Italia, Conte fu accolto da una standing ovation in Parlamento (gli unici a non applaudire furono Meloni e Salvini). Gli resero onore sia avversari come Renzi e l’ing. Debenedetti, sia personaggi non prevenuti contro di lui come David Sassoli, Merkel e Macron, che ne ammirarono la tenacia e intelligenza. Gualtieri c’entra poco o nulla. Come lei osserva, attribuirgli il merito del Recovery Fund è falso e strumentale. Ma sa, la battaglia per le primarie del campo largo è già rovente, dopo il sondaggio di Pagnoncelli sul Corriere della Sera, secondo cui Conte vincerebbe il ballottaggio col 59% contro il 41% di Schlein. Non si parla di uno zero virgola, bensì di una distanza abissale. E perfino il 20% dei piddini voterebbe per Conte e le sue tesi pacifiste. Può immaginare quanta bile giri in casa Pd: inutile che le faccia i nomi, è l’intera nomenclatura.