Non c’è ombra di complotto. La Procura replica a Salvini sul sequestro dei conti correnti del partito. E il leader leghista cavalca l’onda del killeraggio

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Sembra di essere tornati ai tempi in cui, un giorno sì e l’altro pure, Silvio Berlusconi sparava a palle incatenate contro la magistratura, che al tramonto della campagna elettorale di 4 anni fa arrivò addirittura a definire come “una mafia più pericolosa di quella siciliana”. Stavolta il nemico giurato delle toghe si chiama Matteo Salvini, leader della Lega, tanto che qualcuno, dentro Forza Italia, l’ha subito stuzzicato. “Ora lui potrà meglio comprendere lo stato d’animo del presidente Berlusconi e la gogna alla quale è stato sottoposto con oltre sessanta ingiusti processi”, ha detto la deputata Michaela Biancofiore, esprimendogli comunque solidarietà. La questione è quella relativa al sequestro dei conti correnti del partito che il Tribunale di Genova ha disposto ieri su richiesta della Procura, primo effetto della condanna in primo grado che a luglio ha colpito Umberto Bossi, il figlio Renzo e l’ex tesoriere del partito Francesco Belsito per utilizzo personale dei fondi della Lega.

Attacco e difesa – Un “sequestro preventivo provvisorio”, ha chiarito il procuratore del capoluogo ligure Francesco Cozzi: “Se la sentenza di condanna di primo grado dovesse essere ribaltata in appello o in Cassazione i soldi verranno restituiti”. Ma tanto è bastato per far gridare Salvini al complotto. “È – ha detto dopo la decisione del Tribunale – un attacco alla democrazia, un esproprio proletario commesso da qualche giudice che vuole fare politica”. Ma quale complotto?, ha replicato la Procura. “Abbiamo il massimo rispetto per la Lega e per tutti i partiti – ha chiarito Cozzi –. Non abbiamo messo in atto nessun attentato alla Costituzione, anzi è stata intrapresa una azione a tutela del Parlamento”. Anche perché “Camera e Senato”, ha ricordato il procuratore di Genova, “si sono costituiti parte civile nel processo per avere risarcito un danno derivante dalla erogazione di contribuiti che non dovevano essere dati perché fondati su bilanci non corretti. Noi abbiamo agito a tutela del Parlamento. E – ha concluso – i processi che questo ufficio manda avanti dimostrano che non si guarda in faccia a nessuno e, tantomeno, a nessun colore politico”.

Consiglio di guerra – Salvini però ha continuato a cavalcare l’onda. E, durante una conferenza stampa a via Bellerio, quartier generale del Carroccio, ha annunciato l’intenzione di fare ricorso. Non da solo: “Lo faranno anche le migliaia di cittadini che hanno volontariamente donato alla Lega”. Quanto al tradizionale raduno di Pontida, in programma domenica, nessuna marcia indietro. Anzi, è molto probabile che dal palco il leader della Lega rincarerà la dose. “Stiamo studiando legalmente come pagare i pullman che abbiamo noleggiato, abbiamo anche in ballo dei posti di lavoro”, ha aggiunto l’europarlamentare leghista. Poi lunedì tutti nuovamente a via Bellerio per un consiglio federale d’emergenza. La storia continua.

Twitter: @GiorgioVelardi