Profughi Ucraina, servono fondi per l’accoglienza. Draghi: “Il bisogno è ora, non tra settimane”. La Cei chiede a Bruxelles di attuare un piano di ridistribuzione

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I fondi per l’accoglienza dei profughi in arrivo dall’Ucraina “verranno decisi nel prossimo Consiglio Europeo”. Ad annunciarlo è stato il premier, Mario Draghi, a margine della visita all’hub della Protezione civile a Palmanova, in provincia di Udine (qui il video).

Profughi Ucraina, Draghi: “I fondi per l’accoglienza verranno decisi nel prossimo Consiglio Europeo”

“La Commissione è al lavoro per questo. Ci sarà un programma finanziato. Ci sono paesi più colpiti da questo, come la Polonia, che sono in gran bisogno di tutto ciò” ha aggiunto il presidente del consiglio parlando ancora dell’accoglienza dei profughi ucraini (qui tutti gli articoli sulla crisi).

“La decisione fondamentale – ha aggiunto Draghi – è quella che il governo ha deciso di ascoltare gli italiani, la loro bontà, e questa decisione è presa e quindi il sostegno all’accoglienza non mancherà. Quello che è cruciale è che questi aiuti vengano erogati subito perché il bisogno è ora, non tra settimane. Altra cosa importante è il lavoro con il terzo settore, considerato fondamentale per affrontare questo problema complesso. Tutti quanti dobbiamo lavorare insieme”.

Profughi Ucraina, Cei: “L’Ue decida di attuare un vero e proprio piano di ridistribuzione”

“Il numero degli sfollati è tuttavia un dato che è destinato ad aumentare e che nel prossimo futuro, se non cesseranno le ostilità, registrerà l’arrivo di persone ancora più fragili e povere di quelle che sono già riuscite a fuggire” ha detto il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, a proposito dell’emergenza profughi.

“Non si può pensare dunque che i Paesi di confine possano sostenere da soli questo impegno umanitario – ha detto Bassetti durante i lavori dell’assemblea generale dei vescovi -: occorrerà che l’Unione Europea decida di attuare un vero e proprio piano di ridistribuzione dei cittadini ucraini nei vari Stati membri. Stiamo, peraltro, assistendo all’arrivo di profughi anche nel nostro Paese”.

“Nelle prossime ore – ha detto ancora il presidente della Cei -, alcuni voli umanitari, da Varsavia, giungeranno in Italia, permettendo a centinaia di cittadini ucraini di essere accolti da circa 20 Caritas diocesane del nostro Paese. Sono numeri che cresceranno e che richiederanno un’accoglienza di non breve periodo”.

Secondo l’ultimo aggiornamento del Viminale (qui la nota) “Sono 59.589 i profughi ucraini entrati in Italia dall’inizio della guerra”. Di questi, 30.499 sono donne, 23.877 minori e 5.213 uomini. Nelle ultime 48 ore, ha riferito ancora il Viminale, “hanno passato il confine italiano poco meno di 4mila profughi”. Le città di destinazione dichiarate all’ingresso nel nostro Paese sono Milano, Roma, Napoli e Bologna.