Pronto il decreto del Governo. 16 miliardi contro l’emergenza Coronavirus. Stop a tasse e tributi in scadenza lunedì

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Da che doveva essere una manovrina da 7,5 miliardi di euro il governo si appresta a varare un decretone anti-Coronavirus intorno ai 16 miliardi di euro. Lo sbarco a Palazzo Chigi è previsto per oggi, al massimo domani, prima comunque delle scadenze fiscali di lunedì prossimo. E non è escluso uno spacchettamento con una corsia preferenziale per le misure sulla Sanità. Il via libera della Ue autorizza l’esecutivo a una manovra coraggiosa. L’obiettivo, però, è non utilizzare subito tutta la riserva – pari a 25 miliardi – autorizzata dal Parlamento. Per il momento si tratta di un work in progress, un libro aperto, di oltre 120 pagine, in cui sono entrate tutte le richieste arrivate dai ministeri. Parte di queste verranno cassate ma altre entreranno a pieno titolo nella versione definitiva del testo.

POKER D’ASSI. Verranno confermati i quattro assi di intervento: sanitario, lavoro, liquidità imprese e famiglie, fisco. Sostegno al sistema sanitario e alla Protezione civile, in primis, tra assunzione di personale e risorse per gli straordinari. A favore della liquidità di famiglie e imprese il governo pensa di stanziare 3,8 miliardi. Allo studio una riduzione delle bollette per tutto il 2020. Per gli ammortizzatori sociali il documento di lavoro calcola circa 4 miliardi ma il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha già parlato di 5 miliardi. Confermate le linee di intervento che vanno dalla Cig in deroga per tutti all’aumento del Fondo di integrazione salariale. Mentre si sta ancora valutando se allargare il sussidio di disoccupazione per coprire gli stagionali del turismo, della pesca e i lavoratori dello spettacolo.

Si lavora anche ai congedi speciali per i genitori con i figli a casa per via della chiusura delle scuole. Le ipotesi rimangono quella di una assenza giustificata dal lavoro di 12 giorni al 30% della retribuzione, che potrebbe però salire all’80% o al 100% per i redditi più bassi. Ma c’è anche una ipotesi di 80% per tutti o di 10 giorni che salgono a 15 per i genitori soli o per il comparto sanità. Un voucher da 600 euro per la babysitter, in alternativa al congedo. Confermata l’equiparazione della quarantena a malattia. Differite le scadenze Iva e ritenute Irpef previste per lunedì 16. Sospesi i versamenti Iva, Irpef e Inps per le aziende sotto i 400 mila euro di fatturato nei servizi e 700 mila nel commercio. Si valuta anche lo stop delle attività di Agenzia delle Entrate e riscossione. Rinviate diverse scadenze: tre mesi in più per la revisione auto, proroga al 31 agosto della validità dei documenti di identità e dell’ultima sessione di laurea del 2019.

E ancora: risorse, per 2 milioni di euro, a taxi e ncc per l’installazione di paratie divisorie tra autista e passeggero. Per la didattica a distanza nelle scuole 85 milioni e 80 milioni a radio e tv locali. Risorse (20 milioni) anche alle carceri. Massiccio l’impegno sui disabili: norme per caregiver familiari, lavoro agile, tutele per lavoratori con figli disabili, estensione della 104 e dei congedi straordinari. Aiuti allo sport: sospensione dei versamenti di ritenute e contributi e anche degli affitti degli impianti sportivi. Sul fonte interno il confronto Giuseppe Conte-parti sociali si è concluso con l’adozione di un protocollo di sicurezza che garantisca tutti i lavoratori in quelle fabbriche che hanno deciso di non chiudere i battenti. Il premier ha fatto suoi i timori degli industriali, secondo cui chiudere tutto significa tagliarsi fuori dal mondo, ma avendo come primo obiettivo la tutela della salute dei lavoratori.

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