di Alex Lombardi
Legato, imbavagliato con il nastro adesivo e poi picchiato selvaggiamente a calci e pugni. A salvare, pochi giorni fa, la vita a un 55enne di Casal Morena sono stati i vicini di casa dopo aver sentito le urla disperate. Non cโera invece nessuno, lo scorso 3 febbraio, ad aiutare Francesco Iale, 68 anni, ucciso a coltellate nella sua abitazione di Torvaianica, alle porte della Capitale. Due aggressioni apparentemente diverse tra loro, se non fosse che a legarle cโรจ lโorientamento sessuale delle vittime e la stessa mano violenta: quella di Jason Peter Marshall, un inglese di 25 anni conosciuto in una chat per incontri gay. Avvengono quasi sempre cosรฌ gli omicidi a sfondo omosex, in maniera efferata e spesso dopo un incontro con uno dei tanti โragazzi di vitaโ che vendono il proprio corpo per soldi. Solo dal 1990, come riporta il sito Wikipink.org, sono un centinaio i gay assassinati in Italia, per lo piรน dopo un rapporto sessuale con un prostituto. La maggior parte a Roma, vista la sua estensione geografica, seguita dalle altre grandi cittร : Milano, Firenze e la regione Puglia. Veri e propri โOmocidiโ come li ha definiti Andrea Pini, attento studioso del fenomeno. Ma dโaltra parte la prostituzione maschile non รจ un mistero. O meglio: lo รจ per chi finge di non vederla. Giovani corpi in offerta a uomini dalla personalitร sdoppiata: di giorno irreprensibili professionisti, diligenti padri di famiglia. Con la notte, anime in cerca di trasgressione. Conducono una vita a due facce: socialmente eterosessuale e nascostamente omosessuale. Ma guai a chiamarli gay, loro si considerano del tutto โnormaliโ. Un atteggiamento speculare a quello dei โmarchettariโ che odiano i โfrociโ. Li disprezzano, anche se per loro sono fonte di guadagno facile.
E al primo problema che sorge dopo o durante il rapporto intimo, non si fanno scrupoli ad aggredirli. A rapinarli. A ucciderli. Secondo alcune analisi svolte negli anni dallโArcigay, il prostituto vive un conflitto latente con la propria sessualitร , anche per il retaggio socio-culturale omofobo dei paesi da cui proviene: spesso รจ un paranoico senso di colpa a far scattare la violenza cieca dei marchettari che accusano i clienti di spingerli a comportamenti per loro non del tutto piacevoli. Parliamo, infatti, di ragazzi molto giovani, in media ventโanni. Tra loro, anche minorenni.
Gente che non ha nulla da perdere, che vive alla giornata.
A cambiare negli anni, solo la nazionalitร di chi si vende e il luogo dellโincontro. Nel primo caso, la prostituzione omosessuale oggi ha il volto dei romeni, dei polacchi, dei giovani dellโest Europa. O parla arabo: marocchini, egiziani, afghani. Nel secondo caso, se negli anni โ80 e โ90 lโapproccio avveniva quasi sempre in un parco o una piazza (Pier Paolo Pasolini che morรฌ per mano di un โragazzo di vitaโ adescรฒ Pino Pelosi in piazza della Repubblica, a Roma) adesso la tecnologia ha sostituito la strada. Al contatto fisico e visivo, si preferisce lโanonimato pericoloso della chat. Basta fare un giro sul web, digitare la parola giusta per trovare annunci dal sapore inequivocabile. ร cosi che รจ stato ucciso il pensionato Francesco Iale.
E sono proprio uomini dallโetร adulta, le vittime preferite dai marchettari. Persone di 60-65 anni, benestanti, che dopo una regolare vita professionale hanno soldi da spendere.
E lo fanno chiamando in casa giovani ragazzi stranieri che, lontani dai paesi dโorigine e vivendo di espedienti, per pochi soldi diventano arroganti, frettolosi, violenti. Nella casa del cliente non si fanno scrupoli se cโรจ da rubare soldi, cellulare o oggetti preziosi.
Tra le mura domestiche la vittima si sente piรน sicura, ma spesso trascura lโaltra faccia della medaglia: non ci sono testimoni, il prostituto diventa piรน audace e dopo piccoli diverbi perchรฉ magari il cliente si stanca o perchรฉ รจ lo stesso marchettaro ad avanzare richieste eccessive ottenendone un rifiuto, scatta in lui una tale frustrazione e rabbia da spingerlo a uccidere.
Poi scappa.
Fa perdere le proprie tracce. Cambia cittร , a volte paese. E la vittima, quando sopravvive, per vergogna o timore dโesser scoperto, non denuncia mai.
Ma negli ultimi tempi, soprattutto tra i โragazzi di vitaโ nella Capitale, si รจ diffuso un nuovo modus operandi meno cruento, ma altrettanto subdolo: il ricatto. Secondo alcune segnalazioni anonime giunte allโArcigay di Roma, i prostituti spesso con il cellulare filmano i clienti nel momento dellโapproccio, della contrattazione.
Consumato il rapporto sessuale, prendono il numero di targa dellโauto e con una rapida visura al Pubblico Registro Automobilistico risalgono al proprietario del mezzo. Lo contattano, minacciando di rivelare a mogli e compagne particolari scabrosi dellโincontro.
Lโunico modo per evitare lโimbarazzo รจ pagare e mettere a tacere la faccenda. Unโestorsione alla Marrazzo, per intenderci. Ma รจ proprio la reticenza a contribuire a rendere impreciso il numero di omicidi a sfondo omosessuale.
Molti di questi delitti vengono classificati in altro modo dagli investigatori: in molti casi la vittima ha sempre tenuto nascosta la propria identitร sessuale oppure la tendenza sessuale viene spesso nascosta dai familiari per i quali essere uccisi โper rapinaโ รจ evidentemente meno disonorevole che essere uccisi per โomosessualitร โ.