Putin nel mirino dell’Aia. Sarà indagato per crimini di guerra. L’inchiesta aperta con il via libera di 39 Nazioni. Riguarderà tutti i fatti accaduti in Ucraina dal 2013

Vladimir Putin
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Era solo una questione di tempo. E alla fine, infatti, la decisione della Corte penale internazionale è arrivata: Vladimir Putin sarà indagato per crimini di guerra. Ed è anche ora, aggiungiamo noi. È arrivato il momento che il numero uno del Cremlino rispondi dei presunti crimini commessi non solo oggi, ma anche negli anni passati.

L’inchiesta dell’Aia riguarderà tutti i fatti accaduti in Ucraina dal 2013

I giudici dell’Aia, infatti, indagheranno per tutti gli atti commessi in Ucraina a partire dal 2013. Vedremo cosa accadrà. Ma c’è già un fatto inequivocabile. Il solo fatto che sia partita un’inchiesta formale dimostra come ci sia una distanza siderale tra l’Occidente e la dittatura russa, tra il mondo “civilizzato” e la Russia politicamente arretrata: e non tanto per il fatto in sé dell’indagine per crimini di guerra, quanto per il fatto che si tengano regolari indagini.

Se Putin fosse stato posto sotto inchiesta da Putin – se, cioè, si fossero seguite le “regole moscovite” – avremmo potuto già buttare la chiave, sottoporlo chissà a quali torture, magari attentare direttamente la sua vita come d’altronde fatto nei confronti del suo nemico numero uno, Alexei Navalny.

Vedremo dunque cosa potrebbe ora accadere. “Ho appena notificato alla presidenza della Corte Penale Internazionale la mia decisione di aprire immediatamente un’indagine sulla situazione” in Ucraina, ha intanto dichiarato il procuratore capo, il britannico Karim Khan “Il nostro lavoro di raccolta delle prove è iniziato. Tra i paesi che hanno dato il loro via libera: tutti i membri dell’Unione Europea, ma anche Australia, Canada, Nuova Zelanda e Svizzera. Anche paesi dell’America Latina come la Colombia e il Costa Rica hanno dato la loro approvazione.

Vladimir Putin si trova ora il mondo intero contro

Insomma, Putin volente o nolente si trova ora il mondo intero contro. Secondo Khan, c’è una “base ragionevole” – il criterio con cui un’indagine può essere aperta presso la CPI – per credere che i crimini che rientrano nella giurisdizione della Corte siano stati commessi in Ucraina. Ma, come detto, si andrà anche oltre: l’indagine riguarderà tutti gli atti commessi in Ucraina “dal 21 novembre 2013”, ha aggiunto.

Questo includerebbe “tutte le accuse passate e presenti di crimini di guerra, crimini contro l’umanità o genocidio commessi in qualsiasi parte del territorio dell’Ucraina da qualsiasi persona”, ha detto il procuratore. Il primo ministro britannico Boris Johnson due giorni fa aveva accusato Putin di essere “colpevole di un crimine di guerra” dopo il bombardamento di civili in Ucraina, facendo eco a una precedente accusa del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Stesso concetto, d’altronde, aveva espresso tra gli altri anche Luigi Di Maio.

L’indagine, per ora, è solo all’inizio ma vedremo a cosa porterà e che responso darà. In ogni caso quel gran figlio di “putin” vedrà cosa vuol dire vivere in una democrazia, godrà dei suoi trattamenti che in Russia non esistono neanche lontanamente, certi che tuttavia ciò non servirà a nulla. Per un semplice motivo: “Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai opinione”, diceva James Russell Lowell. E Putin, evidentemente, non è morto.