Quante spine per le quote rosa

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di Maurizio Grosso

Quote “rosa”, verrebbe da dire, con un bel po’ di spine. Almeno per quanto riguarda i nuovi presidenti di Eni e Poste, rispettivamente Emma Marcegaglia e Luisa Todini. Nel loro passato, in effetti, si trova traccia di alcune ombre che come minimo fanno discutere. Vuoi per questioni giudiziarie e fiscali, vuoi per questioni più strettamente imprenditoriali e politiche, le due manager hanno avuto in alcuni momenti un percoroso, come dire, “tortuoso”.

Qualche magagna
Si pensi all’ex numero uno di Confindustria, che adesso approda alla presidenza dell’Eni e che fa parte del megagruppo dell’acciaio. Ebbene, la società di famiglia è in rapporti con il colosso petrolifero. Con il Cane a sei zampe, addirittura, la Marcegaglia spa ha condiviso una non proprio edificante vicenda giudiziaria. In ballo c’erano presunte tangenti versate a Enipower per aggiudicarsi appalti. Per quella storia il fratello della Marcegaglia, Antonio, ha patteggiato una pena (sospesa) di 11 mesi per corruzione. Dall’inchiesta, come ricordato ieri da Repubblica.it, erano emersi anche alcuni conti cifrati intestati all’ex leader di viale dell’Astronomia, sui quali sarebbero transitati fondi neri. Problemi di non poco conto, peraltro, il gruppo Marcegaglia ha avuto anche con il Fisco, condonando diversi milioni di euro di tasse contestate da parte dell’Agenzia delle entrate. Dai documenti del bilancio consolidato 2002 della società, per esempio, viene fuori tra gli oneri straordinari “l’importo di 9 milioni e 914 mila euro relativo all’applicazione della legge 289/2002 sul condono”. Cifra grosso modo simile a quella riportata nel bilancio ordinario dell’esercizio 2002 della società. In esso si legge che “negli oneri straordinari figura l’importo di 9.543.572 euro derivante dall’applicazione della legge 289/2002 sul condono; ciò ha determinato una contrazione del risultato economico che diversamente sarebbe risultato pari a 23,7 milioni di euro”. Dal medesimo documento contabile, tra l’altro, emerge in tutta chiarezza l’affidamento che il gruppo della ex numero uno di viale dell’Astronomia aveva fatto sulla “tenuta” del patto fiscale alla base del condono: “Sono venuti completamente meno i rischi derivanti dalla verifica fiscale generale, eseguita nel corso del 2001, in quanto la società ha ritenuto opportuno, a titolo prudenziale, aderire al condono di cui alla legge 289/2002”.

Le scivolate
Quanto a Luisa Todini, nuovo presidente delle Poste, i suoi inizi sono piuttosto “colorati” di politica. A 28 anni, tanto per dirne una, è stata eletta al parlamento europeo nelle file di Forza Italia. Poi la sua parabola è legata all’andamento della Todini Costruzioni, società che a un certo punto è stata di fatto salvata dal gruppo Salini, che l’ha fagocitata non proprio con la gioia nel cuore, al punto che adesso sta cercando di piazzarla sul mercato. Tra l’altro, elemento di non poco conto, la Todini al momento siede anche nel consiglio di amministrazione della Rai. Poltrona che, evidentemente, è incompatibile e che pertanto dovrà essere lasciata libera dalla Todini. Alla presidenza dell’Enel, confermando indiscrezioni che si erano rincorse nei giorni scorsi, è alla fine arrivata Patrizia Grieco, finora presidente esecutivo di Olivetti, di cui è stata in passato anche amministratore delegato. Nei trascorsi della Grieco, tra l’altro, spiccano anche i ruoli di Ad di Italtel e di Siemens Informatica.