Raggi cancella Marino, i Fori Imperiali riaprono al traffico: pedonalizzazione rinviata a data da destinarsi

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Un tratto di penna per cancellare la pedonalizzazione di via dei Fori imperiali a Roma. La sindaca Virginia Raggi e l’assessora alla Mobilità, Linda Meleo, hanno deciso l’inversione di rotta rispetto all’amministrazione di Ignazio Marino. Nei progetti della nuova giunta c’è il maxi slittamento almeno fino al 2021, quando dovrebbero terminare definitivamente i lavori della metro C. Ma proprio l’ex sindaco di Roma ha protestato, lanciando la petizione sul sito Change.org. La giunta voleva “proibire la presenza delle macchine e degli orribili camion-bar per riqualificare l’intera area archeologica centrale. Era il grande disegno indicato nel 1887 da Guido Baccelli, inseguito poi nell’epoca giolittiana e più recentemente da Carlo Giulio Argan e Adriano La Regina. Non proprio un’idea nuova, ma nessun sindaco l’aveva mai realizzata”, ha scritto Marino. Aggiungendo: “Quest’anno ad agosto il disegno si doveva completare con la chiusura totale: avviata ad agosto proprio per creare meno disagi. La scelta è semplice: i monumenti patrimonio dell’umanità o le automobili?”

“La proposta di delibera sulla sospensione della pedonalizzazione integrale (vale a dire divieto di accesso anche a tutti i mezzi di trasporto pubblico) nasce per consentire ai mezzi da lavoro di raggiungere il cantiere metro c di via dei Fori Imperiali, ed evitare così che Roma Capitale debba incorrere in riserve da 150.000 euro al giorno per blocco lavori e in sanzioni per rallentamenti e ritardi nelle attività”, si è difesa l’assessora Meleo. “Si tratta di un’azione di buon senso da un punto di vista economico in un’ottica di taglio delle spese evitabili. La valorizzazione delle aree pedonali e un modello di città sostenibile rientra a chiare lettere nelle linee programmatiche. State tranquilli, nessun “sogno infranto”, via dei Fori Imperiali non sarà aperta al traffico privato”, ha concluso l’assessora alla Mobilità di Roma.

Ma Marino è andato all’attacco: “Cosa farebbero i sindaci di New York o Parigi se avessero l’area archeologica più importante del pianeta? La proteggerebbero come patrimonio inestimabile o la riaprirebbero al traffico e ai gas di scarico? Credo di sapere cosa farebbero. A Roma invece si vuole dare il segnale opposto e considerare le colonne del Tempio della Pace, da poco rialzate dopo oltre 1500 anni, o la colonna Traiana come originali bordi della carreggiata di una strada ordinaria”. Così l’ex sindaco ha rivolto un accorato appello alla Raggi: “Signora sindaca, ci rifletta e pensi anche al suo bambino che ha portato orgogliosamente in Campidoglio: l’arte e la cultura di cui lei è circondata vanno protetti anche per lui e per gli altri bambini del mondo”.