Rai, l’Ad Rossi in Vigilanza: nega TeleMeloni, promuove i Tg e critica Ranucci

Il dem Verducci definisce "una rappresentazione irreale" la descrizione della Rai da parte del suo Ad Giampaolo Rossi in Vigilanza

Rai, l’Ad Rossi in Vigilanza: nega TeleMeloni, promuove i Tg e critica Ranucci

“Questa audizione rappresenta un passaggio decisivo: il primo atto concreto dopo un lungo periodo di inattività della commissione. È necessario ripartire subito e restituire piena operatività alla Vigilanza Rai”: Così ieri la presidente della Vigilanza Rai Barbara Floridia ha aperto l’attesissima audizione dell’Ad Rai, Giampaolo Rossi. “L’Italia rischia una procedura di infrazione europea per la mancata applicazione del Media Freedom Act, mentre la riforma della Rai è ferma da mesi – ha ricordato Floridia -. Il servizio pubblico attraversa una fase estremamente delicata e la Vigilanza quando ha operato lo ha sempre fatto al meglio. È il momento di rimetterla e di restituirle il ruolo di garanzia per il servizio pubblico”.

“Nessuno squilibrio sui referendum”

Un appello che però Rossi non ha colto. Tanto che alle accuse di mancanza di pluralismo sulle posizioni del referendum provenienti dalle opposizioni, ha risposto che il monitoraggio dei dati “condotto dal 14 febbraio al 20 marzo sulle tre reti generaliste e secondo gli standard condivisi sia dai dati che dalla Commissione di vigilanza e da Agcom, ha evidenziato un’offerta informativa ampia e equilibrata”.

Poi attacca La7 e Discovery, ma dimentica Rete4…

“L’analisi dei notiziari, approfondimenti e rubriche”, ha continuato Rossi, “mostra una sostanziale parità di trattamento tra le posizioni del sì e del no, sia nei contributi gestiti dai soggetti politici, sia nei servizi giornalistici”. E ha aggiunto: “Vorrei ricordare, visto che vengono prese come modelli di pluralismo e di grande informazione altri broadcaster, che in realtà con due distinte delibere l’Agcom ha ordinato a Discovery Italia e La7 un riequilibrio perché dai dati del primo ciclo di monitoraggio era emersa una sottorappresentazione delle posizioni del Sì”. Naturalmente si è ben guardato dal ricordare che anche Rete4 era stata richiamata dall’Autorità, per i tempi sbilanciati a favore del sì e quando i commissari glielo hanno ricordato, è stato costretto a scusarsi.

I cahiers de doleance della M5s Bevilacqua

Ma a svelare la realtà di TeleMeloni ci ha pensato la senatrice 5S, Dolores Bevilacqua, che ha ricordato come nel palinsesto circa “800 ore di trasmissione sono state affidate a conduttori vicini al governo; 112 ore a trasmissioni neutre, come Chi l’ha visto? E solo 89 ore sono state date a trasmissioni ritenute indipendenti, tipo Report o PresaDiretta”.

“Ma da queste ore sono escluse le ore affidate a Tommaso Cerno”, ha continuato Bevilacqua, “e a quelle di intrattenimento che a Cerno o a Salvo Sottile affidano spazi importanti”. Quindi la senatrice ha ricordato i contratti d’oro, con i minimi garantiti dal’84 al 90% concessi ai volti amici del governo e ne ha elencato i compensi d’oro (tutti scoop de La Notizia). E per non farsi mancare nulla ha sottolineato il contratto d’oro dopo le dimissioni (500mila euro l’anno per 5 anni) concesso a Monica Maggioni.

Rossi: “Non distingue conduttori di destra o sinistra” (ma cita solo quelli di sinistra)

È nelle risposte a Bevilacqua che Rossi ha perso l’aplomb che lo aveva caratterizzato fino a qual momento. “Faccio fatica da Ad a piantare le bandierine partitiche sui conduttori Rai. Per me Da Milano e Giletti sono due professionisti che lavorano un Rai… Questa catalogazione dei conduttori stento a identificarlo: Geppi Cucciari non so se è di destra o di sinistra?”, ha risposto (evitando di citare tutti i conduttori di destra).  Inoltre, ha aggiunto “un Ad lascia l’autonomia editoriale ai direttori sia di testata che di genere, che io difendo, anche se fanno scelte sbagliate”.

“Più pluralismo oggi di quando c’era TeleKabul”

Ma non è tutto. Rossi si è spinto ad affermare che “oggi la Rai è più plurale di ieri! Molto più di quanto era ai tempi di TeleKabul…! Se Sanremo oggi non è più un manifesto politico-ideologico, come lo è stato in passato, è un valore. Se non ci sono più i comizi politici che c’erano una volta, è un valore”.

E ai pentastellati che chiedevano delle notizie fatte sparire dai Tg, a partire dalla vicenda di Andrea Delmastro “dimenticata” da Tg1 e Tg2 per ben due giorni, Rossi è stato chiaro: “Non credo che ci siano notizie coperte. Premettendo che i direttori di testata hanno la completa fiducia dell’Ad, le notizie sono state date e la violazione del pluralismo in Rai, non lo sancisce il gusto personale, ma lo determinano l’Osservatorio di Pavia e l’Agcom. Quando arriveranno delle segnalazioni da parte degli organi preposti, prenderemo atto. A oggi questa mancanza di notizie non risulta”.

Negata l’evidenza dell’emorragia di ascolti dalla Rai

Quindi è riuscito anche a negare l’emorragia del pubblico di sinistra dalla Rai – confluito a La7, come dimostrano inconfutabilmente i numeri degli ascolti –, teorizzando che “la riorganizzazione per generi deve fare ascolti, quindi la Rai non può eliminare pezzi di ascolti”. Per Rossi, comunque, viale Mazzini perde con Mediaset perché sconta il conteggio dei canali di servizio, svantaggiati rispetto ai “canali specializzati” di Mediaset. Tuttavia sarebbe una “normale battaglia tra broadcaster che si fanno la guerra”. Nulla di preoccupante, quindi. Una spiegazione “tecnica” che non ha convinto nessuno. Neppure i più fervidi sostenitori di TeleMeloni…

Il dem Verducci: “Una rappresentazione dell’azienda totalmente irreale”

“Una rappresentazione dell’azienda totalmente irreale”, ha commentato il dem Francesco Verducci, che ha ricordato che da tre anni la Rai “perde la competizione con Mediaset e La7 perché ha un gigantesco problema di pluralismo, poiché avete schiacciato viale Mazzini sulle posizioni del governo”.

L’immancabile attacco a Ranucci

Infine la meloniana Ester Mieli ha fornito a Rossi l’assist per l’immancabile attacco a Sigfrido Ranucci, tirato in ballo per le sue critiche al concorso di stabilizzazione dei giornalisti precari che ha svuotato le redazioni delle trasmissioni d’inchiesta. “Sono rimasto molto sorpreso dalle sue dichiarazioni. Criticare un concorso che stabilizza 127 colleghi, da parte di chi ha un posto fisso, non è una cosa bella”, ha chiosato Rossi.