Rc auto, quelle scatole nere che fanno ricco Montezemolo

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di Stefano Sansonetti

Un business che già adesso muove decine di milioni di euro. Con le concreta prospettiva di allargarsi, soprattutto se accompagnato da norme favorevoli. Dell’argomento, ormai, si parla da anni. L’obiettivo è spingere le persone a installare sulla propria automobile la scatola nera per poter usufruire di sconti sulle polizze assicurative. Un sistema mai decollato sino in fondo, sul quale ora è intenzionato a intervenire nuovamente il governo di Enrico Letta. Nel pacchetto “Destinazione Italia”, infatti, c’è un decreto legge che offre la possibilità di montare gli apparecchi con uno sconto di almeno il 7% sulla polizza. Naturalmente dietro al mondo delle scatole nere, che come quelle degli aerei sono in grado di registrare le cause dei vari sinistri, ci sono aziende che stanno facendo bei soldi con la loro produzione e vendita. Al momento in Italia ci sono quattro operatori principali: Cobra, Infomobility, Viasat e Octo Telematics. Ma è quest’ultima quella che, per volume d’affari e azionisti, dà più nell’occhio. Chi c’è dietro? Semplice.

Spunta l’ex leader di Confindustria
La Octo Telematics è detenuta al 90% dalla Octobi, una società per azioni il cui 60%, risalendo la catena, fa capo al fondo Charme II gestito dalla Montezemolo & Partners. E qui basta il cognome per capire chi regge i fili della società, e cioè il presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, che in questa avventura si trova in compagnia del figlio Matteo. Insomma, c’è proprio l’ex presidente della Confindustria tra i produttori di scatole nere che attendono con grande trepidazione il testo definitivo del pacchetto “Destinazione Italia” per capire in che modo può definitivamente fiorire il loro business.

Le norme
Sulla questione delle scatole nere era già intervenuto il governo guidato da Mario Monti con un decreto di inizio 2012. In esso si stabilisce che le compagnia assicurative sono obbligate a offrire polizze che prevedono l’installazione di scatole nere sulle automobili. Il tutto con uno sconto praticato dalle compagnie che deve essere “significativo”. Il nuovo decreto, passato a un primo vaglio del consiglio dei ministri della scorsa settimana, prevede ora che le compagnie abbiano la facoltà di proporre una polizza con tanto di scatola nera, se l’assicurato acconsente. In questo caso viene confermato il mantenimento del diritto a uno sconto “significativo”, ma per i nuovi contratti lo sconto medesimo non può essere inferiore al 7%, calcolato sulla media regionale delle polizze. Domanda: si tratta di un regime più vantaggioso per i produttori di scatole nere? Fare questa domanda alle società in questione è impossibile, tutti vogliono rimanere abbottonati e aspettare il testo definitivo. Ma lo scenario che emerge dalle poche ammissioni è che l’abbandono dell’obbligatorietà della polizza con scatola nera, considerato un atto “dirigista”, possa ora lasciare il mercato più libero di svilupparsi. Insomma, potrebbe anche essere un’opportunità.

Grossi volumi d’affari
Tornando alla Octo Telematics, del resto, il 2012 è stato un anno “d’oro”, considerando la crisi. Ha chiuso con un volume d’affari di 90,3 milioni, in netto aumento rispetto ai 69,5 del 2011, con un utile di 11,3 milioni (era di 6,6 milioni l’anno precedente). Per carità, i servizi forniti dalla società sono tanti, non c’è solo la scatola nera. Ma l’ultimo esercizio ha avuto un andamento molto confortante. Anche perché a fine 2012 la Octo Telematics era gravata da debiti verso banche e altri finanziatori per 51 milioni di euro, frutto di finanziamenti erogati soprattutto dalle banche. Tra questi c’è ne sono due messi a disposizione da Banca Imi il 28 maggio 2010: uno per 38 milioni di euro e un altro per 10 milioni. La stessa Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo), del resto, con Mps e Unipol Banca risulta avere in pegno il 90% della Octo Telematics.