Le Lettere

Realtà romanzesca

Incredibili l’arresto del Principe Andrea e dell’ex ministro Lord Mandelson. Però Andrea rimane ottavo nella successione al trono. La povera Elisabetta si starà rigirando nella tomba.
Oriente Ripani
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Gentile lettore, qualche volta la realtà è proprio romanzesca, come recitava l’antica rubrica della mia amata Domenica del Corriere quando usciva con le copertine disegnate da Achille Beltrame e la pagina “Realtà romanzesca” scritta da Mino Milani, “il Salgari di Pavia”. L’ex principe, ora ridotto a commoner, Andrea Mountbatten Windsor, terzogenito (e figlio prediletto) della fu Regina Elisabetta, è ottavo in linea teorica di successione, ma in pratica è terzo e lo rimarrà finché i figli di William e di Harry non saranno maggiorenni. Se capitasse qualcosa a William, toccherebbe a Harry, ma se lui rifiutasse il trono (e non è del tutto escluso, visti i rancori verso la famiglia), oggi come oggi la corona andrebbe ad Andrea. Per il Regno Unito sarebbe una crisi epocale: ci sarebbe la rivolta dei sudditi e dell’intero Commonwealth. Ora si vuole fare una legge ad hoc per eliminarlo dalla successione, ma in ogni modo Andrea sarebbe fermato da un golpe di palazzo. Non si può avere un re forse pedofilo, ma certamente stupratore e traditore della patria in quanto passava segreti di Stato all’americano Jeffrey Epstein, che a sua volta era probabilmente una spia israeliana. L’ipotesi di Andrea re sembra la trama di un romanzo, ambientato però nell’800, in qualche regno dell’Asia o dell’Africa subsahariana. Rudyard Kipling, il cantore dell’Impero, creerebbe un racconto superbo, pieno di ironie, allegorie e patos.