Recessione globale. L’Ocse lancia l’allarme. Conte corre ai ripari. La crescita italiana può essere azzerata. E il premier convoca tutti i partiti

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Se la crescita zero per quest’anno è il “best case scenario”, vale a dire “la migliore delle ipotesi” su cui può sperare il nostro Paese, vuole dire che il paziente colpito dal Coronavirus che se la passa peggio di tutti è l’economia. Lo stato di salute dei conti pubblici dell’Italia (e del mondo) certificato dall’Interim economic outlook dell’Ocse, che tiene conto dell’impatto legato al virus, è “a rischio”. La crescita del Pil globale dovrebbe rallentare al 2,4% nel 2020, contro il 2,9% del 2019. Il coronavirus è “il più grande pericolo” dai tempi della crisi finanziaria ed espone l’economia mondiale “a una minaccia senza precedenti”, dice l’Ocse.

Il nostro governo si sta muovendo su un doppio fronte: quello interno e quello europeo. Dopo un primo intervento da 3,6 miliardi che verrà approvato entro questa settimana, intende varare subito un secondo decreto – “Ci stiamo lavorando”, assicura il numero uno del Mef, Roberto Gualtieri – che stanzi risorse per misure come un credito d’imposta per le aziende danneggiate, tagli di tasse, sostegno al turismo e alla sanità, cassa integrazione in deroga, esoneri contributivi per i settori più colpiti. Poi, ha anticipato il premier Giuseppe Conte, arriverà un terzo intervento, più strutturale, per l’intera economia. Il premier ha convocato per stasera un tavolo con i capigruppo di maggioranza e opposizione. Al centro le misure da varare. è la risposta del Governo al “fate presto” arrivato da aziende e sindacati. Che Conte ascolterà domani.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, sempre oggi, terrà una riunione straordinaria sull’export. Sul tavolo 300 milioni a sostegno delle nostre imprese. Obiettivo: rilanciare il marchio “Italia”. Contemporaneamente il governo si muove sul fronte europeo con cui è in costante contatto. La Commissione Ue ha presentato il “Corona response team”, una task force di 5 commissari per affrontare l’emergenza del coronavirus, di cui fa parte Paolo Gentiloni. “è tempo di dire che l’Ue è pronta a usare tutte le opzioni di policy disponibili, se e quando necessario, per salvaguardare la crescita”, ha detto il commissario agli Affari economici. Che ha ricordato: “Le regole del Patto di stabilità e crescita prevedono che in caso di circostanze eccezionali ci possano essere deviazioni dagli impegni di finanza pubblica: quando arriverà la richiesta del governo italiano la Commissione la esaminerà con la massima disponibilità”.

Mercoledì si terrà una riunione telefonica dei ministri Ecofin e dell’Eurogruppo per valutare “un’azione concertata” per fronteggiare l’emergenza. Ma per il leader della Lega Matteo Salvini l’Europa dorme: “Guardi la cronaca, i giornali e i tg (anche se io sempre di meno) e vedi che c’è un’Europa assente sul tema virus e sull’immigrazione”, afferma polemico. E poi attacca ancora il Governo: “Stanziare 3,6 miliardi è come dare un’aspirina a chi ha la broncopolmonite. Servono almeno 50 miliardi”. Il Governo chiederà al Parlamento l’autorizzazione a sforare il deficit. Le opposizioni, pur favorevoli, potrebbero, però, far storie sull’entità delle risorse. Eppure Salvini, ieri, dopo aver visto il ministro per i Beni culturali e il turismo Dario Franceschini, ha espresso soddisfazione per l’attenzione ricevuta sulle misure proposte dalla Lega per il settore. Matteo Renzi invita ad azzerare le polemiche, a lavorare con l’esecutivo. anche perché per la “sua” Firenze prefigura una crisi peggiore di quella dell’11 settembre.