A gennaio dello scorso anno Giorgia Meloni aveva attaccato il Procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, che le aveva comunicato il trasferimento degli atti al Tribunale dei ministri in relazione al caso Almasri. Per la premier l’iniziativa di Lo Voi aveva fatto “un danno alla Nazione”. E sarebbe l’esempio di come “un pezzetto di magistratura vuole governare”, ma allora, incalzò Meloni, “si candidino”. Ieri Lo Voi si è tolto un sassolino dalla scarpa: “Porto il mio saluto personale e quello del plotone di… della Procura di Roma”, ha detto nel suo intervento al XXV congresso di Magistratura democratica. Parole che richiamano quanto detto nei giorni scorsi dalla capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi e accolte con un applauso della platea.
Referendum, Lo Voi critica Nordio e fa ironia su Bartolozzi
E dopo Bartolozzi, Lo Voi ha messo nel mirino il Guardasigilli che ha definito il Csm un sistema paramafioso. “Io ho avuto l’onore di far parte del Consiglio Superiore della Magistratura tra il 2002 e il 2006. Di quel Consiglio facevano parte il vicepresidente Virginio Rognoni e il professore ed ex ministro Luigi Berlinguer. Ne faceva parte anche il professore Spanger, attuale portavoce dello schieramento del Sì al referendum. Ecco, io faccio fatica, anzi mi riesce impossibile, associare o anche solo accostare i nomi che ho fatto ad un sistema paramafioso, non ce la faccio proprio”, ha incalzato il procuratore di Roma. “Vorrei che mi spiegassero cosa ci fosse di paramafioso in quel sistema. Delle due l’una: o si capisce poco di mafia o si capisce poco o nulla di magistratura e di Csm e le due cose insieme vanno decisamente poco bene e certamente non ci fanno bene”, ha aggiunto.
La replica di Nordio
“L’aggettivo paramafioso è stato da me citato come riferito da un ex appartenente dello stesso Consiglio Superiore della Magistratura, di cui non voglio nemmeno fare il nome, ma che è facilmente reperibile nelle agenzie. Mi duole che un magistrato investito di così alte funzioni continui a equivocare sulle parole che non sono frutto del mio convincimento, ma sono state da me riferite come pronunciate da un altro magistrato”, replica il ministro Carlo Nordio a Lo Voi.
Md contro la riforma che vuole la magistratura servente al potere esecutivo
“La riforma costituzionale sottoposta al referendum popolare è l’interpretazione nazionale, più soft e opportunistica, di quello spirito del tempo interpretato in modi più rozzi e visibili dal Presidente statunitense. Nella diversità dei modi, è agevole intravedere una comune prospettiva: l’indebolimento degli organi di rilevanza costituzionale, chiamati a garantirne i principi”, ha affermato Stefano Musolino, segretario generale di Md, secondo cui l’obiettivo della riforma è “una magistratura servente al potere esecutivo”.
Savino (Cei): le toghe indipendenti sono una tutela dello Stato di diritto
Al congresso avrebbe dovuto partecipare anche monsignor Francesco Savino, vicepresidente della Cei. Che però ha rinunciato. “La mia annunciata partecipazione a un’iniziativa promossa da Magistratura Democratica ha dato luogo a letture e interpretazioni polarizzate. Per questo, con l’amarezza di chi vede la sostanza soffocata dal frastuono e con il dovere di custodire le istituzioni, ho deciso di rinunciare”, ha detto.
Ma le sue parole affidate a una nota sono inequivocabili. Pur specificando che la sua eventuale presenza non aveva e non avrebbe avuto alcuna intenzione di trasformarsi in un’indicazione di voto sul referendum, ha detto che “la Costituzione è l’infrastruttura istituzionale della coesione sociale: non un marcatore di parte, ma una casa comune che precede le maggioranze e non umilia le minoranze; una ‘legge superiore’ perché ricorda a tutti – soprattutto a chi esercita potere – che esistono limiti invalicabili: la dignità della persona, i diritti inviolabili, le garanzie”. Secondo Savino “l’indipendenza della magistratura non è un privilegio di categoria, ma una tutela sostanziale dello Stato di diritto”.
Conte (M5S): discorso di Meloni osceno e vergognoso
E continuano a far rumore le parole pronunciate il giorno prima da Meloni secondo cui se la riforma non passa avremo stupratori in libertà e figli strappati alle mamme. “La premier è così sconcertante da essere sconvolgente. Si presenta a Milano in un comizio in cui elenca pedofili, spacciatori, tutto un elenco di oscenità, che sarebbero messi in libertà se non passa il sì? E’ una venditrice di fumo. E’ osceno e vergognoso”, dice il leader M5S, Giuseppe Conte. A Meloni che ha affermato che la riforma è a tutela di tutti i cittadini replica Enrico Grosso. “E’ in atto un attacco senza precedenti nel nostro Paese al principio di autonomia e indipendenza della magistratura su cui si regge l’effettività della separazione dei poteri. La riforma Nordio non danneggia i magistrati ma mette in pericolo la vita individuale e collettiva di tutti i cittadini”, ha affermato il presidente del Comitato per il No al Referendum.