Referendum, Nordio si assume la responsabilità della sconfitta e lancia frecciate ai magistrati. Intanto Sisto apre al dialogo con l’Anm

“Questa riforma porta il mio nome e me ne assumo la responsabilità politica", dice Nordio. Che annuncia l'addio al ministero nel 2027

Referendum, Nordio si assume la responsabilità della sconfitta e lancia frecciate ai magistrati. Intanto Sisto apre al dialogo con l’Anm

Oltre ai dimissionati Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, dopo la pesantissima sconfitta nel referendum della Giustizia a Giorgia Meloni serviva un parafulmine “di peso” che la mettesse al riparo dalla fragorosa disfatta del referendum. E ieri l’ha trovato: il ministro Carlo Nordio, anche se l’ex pm non lascerà, almeno per ora.

“Questa riforma porta il mio nome e me ne assumo la responsabilità politica”

“Questa è una riforma che porta il mio nome e me ne assumo quindi la responsabilità politica. Se vi sono stati dei difetti di comunicazione o impostazione sono stati anche i miei”, ha detto ieri il Guardasigilli a SkyTg24. “No, con la premier Meloni non ci siamo sentiti, ci siamo sentiti con dei colleghi di partito e siamo perfettamente d’accordo sulla linea che ha esposto la premier”, ha chiarito il ministro, specificando che “tutto vorrei dire tranne che trovare colpe in altre persone. Le sconfitte in politica si devono mettere in bilancio e si devono affrontare con serenità per continuare a lavorare”. Un’assunzione di responsabilità dovuta, ma che nasconde come la riforma bocciata dagli italiani sia stata voluta e benedetta dalla presidente del Consiglio e dal governo tutto.

“Ammetto vari errori che ho fatto, probabilmente anche nelle impostazioni sulla comunicazione”, ha continuato Nordio nel suo peana, che ha anche ricordato che l’anno prossimo compirà 80 anni e che nel 2027 vorrà tornare ai suoi studi: “Sono stato chiamato per fare delle riforme, la più importante era questa ed è stata sconfitta anche per colpa mia… Credo di poter tornare ai miei diletti studi e ai miei hobby”. Parole che suonano come l’anticipo di un addio.

La frecciata al veleno di Nordio contro l’Anm

Ma l’ex pm ha voluto rimarcare con una punta di veleno che con la vittoria del No è stata “la vittoria dell’Anm, parliamoci chiaro. Questo darà all’Anm un potere contrattuale che sarà aumentato e di cui farà i conti anche la sinistra, perché prima o poi andranno anche loro al governo”. “Inoltre”, ha aggiunto, “nella coalizione ci sarà una controversia intestina per attribuirsi la vittoria. E dovranno fare i conti con l’Anm, la vera vincitrice, che diventa un soggetto politico anomalo, che si contrappone ai governi”.

E alla domanda se condivide quanto sostenuto dal sottosegretario Fazzolari, secondo il quale ora l’azione delle toghe sarà più invasiva, ha risposto un secco “sì, sull’immigrazione”. Tuttavia, per i mesi nei quali resterà in via Arenula, il Guardasigilli ha già un programma chiaro: “Ora dobbiamo dedicarci all’efficientamento della giustizia: ai concorsi da bandire per completare la pianta organica dei magistrati e alla stabilizzazione del personale del Pnrr. Prendendola con filosofia diciamo che la sconfitta ci fa risparmiare molto tempo che avremmo dovuto dedicare ai decreti attuativi per fare tutto questo”.

Guardasigilli sicuro “Delmastro chiarirà tutto”

Riferendosi alla vicenda dell’ormai ex-sottosegretario Delmastro, il ministro si è detto certo che riuscirà a chiarire la sua posizione. “Se sei a cena in un ristorante, non puoi chiedere la carta di identità del proprietario”, ha spiegato, “Ho stretto tante mani in questa campagna referendaria, non vorrei che un giorno uscisse che sono abbracciato con un mafioso”. “Sulla società, non conosco nemmeno quali siano i suoi termini perché fino a ieri mi sono occupato solo del referendum”, ha aggiunto.

“Sicuramente la vicenda sarà chiarita, ho letto che anche l’Antimafia se ne occuperà. Conoscendo Delmastro tutto posso pensare di lui, magari qualche eccesso nella comunicazione, ma certamente non che abbia contiguità, simpatie o conoscenze mafiose. Lui è più fermo e io anche più garantista”. Qualche ora dopo Delmastro rassegnerà le dimissioni insieme alla sua capo di gabinetto Giusi Bartolozzi.

Intanto Sisto apre al dialogo con i magistrati

Nel pomeriggio, ha parlato anche il vice di Nordio, Francesco Paolo Sisto, il quale ha aperto al dialogo con i nemici dell’Anm: “Di seguito al risultato del referendum credo si possano disegnare responsabilmente nuovi percorsi nei rapporti tra politica e magistratura, sarà opportuno stabilire le modalità di interfaccia unitamente al Consiglio nazionale forense, contraddittore necessario di ogni scelta”, ha dichiarato.

“Va detto che l’Anm durante la campagna referendaria ha sempre sostenuto la necessità di riforme al sistema giudiziario, pur non concordando sul metodo di riforma della Costituzione. Se questo è vero, ci sono tutti i presupposti per ipotizzare un dialogo fattivamente teso a migliorare il sistema giustizia”, ha concluso.

Invito al dialogo che in mattinata la stessa Anm aveva rilanciato per bocca del segretario generale, Rocco Maruotti: “Non ci siamo intestati una vittoria e siamo pronti a tornare sugli otto punti da cui siamo partiti il 5 marzo del 2025 nell’incontro a Palazzo Chigi. Vogliamo lavorare con il ministero e con gli avvocati sulle riforme necessarie per l’efficienza della giustizia, come le piante organiche e il tema degli applicativi informatici”.