Nelle terapie intensive di 8 regioni cresce la percentuale di posti letto occupati. Ricciardi: “L’inverno sarà durissimo. Valutare l’estensione dello stato di emergenza”

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In 8 regioni, secondo gli ultimi dati contenuti nel monitoraggio quotidiano dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, sale la percentuale di posti letto occupati da malati Covid nelle terapie intensive. Nella Provincia autonoma di Trento è al 20%, al 14% nelle Marche, al 12% nel Lazio, all’8% in Piemonte e Umbria, in Campania, al 6% Sicilia e Toscana. Scende, invece, in Calabria all’11% e Liguria al 12% e Bolzano (19%) e Toscana (all’8%). Stabili, oltre la soglia del 10%, il Friuli Venezia Giulia (al 15%) e il Veneto (13%).

Cresce, invece, in 5 regioni il tasso di occupazione dei posti letto Covid nei reparti ordinari: nella Provincia autonoma di Bolzano è al 18%), al 17% in Calabria, al 16% nella Provincia autonoma di Trento, all’11% in Emilia Romagna e Sicilia. Restano stabili, oltre la soglia del 15%, uno dei tre parametri che determinano il passaggio delle regioni in zona gialla (leggi l’articolo), la Liguria con il 13%), Valle d’Aosta (19%) e Friuli Venezia Giulia (23%).

“L’inverno sarà durissimo” ha detto a La Stampa il consulente del ministero della Salute, Walter Ricciardi, secondo il quale sarà necessario estendere lo stato di emergenza dopo il 31 dicembre. “Dal punto di vista sanitario – ha spiegato l’esperto -, assolutamente sì. Bisognerà prendere decisioni finalizzate al contenimento del virus e maggiori controlli”.

“Non basta fare le norme, bisogna applicarle. Molti ristoranti non controllano gli accessi e a gennaio non ce lo potremo permettere” ha detto ancora Ricciardi sottolineando che “gennaio preoccupa molto” e che le misure prese finora e l’alto numero di vaccinati “fanno sì che l’incremento dei casi sia lineare e non esponenziale”.

L’Italia è dunque più di altri Paesi, come il Regno Unito che, sempre secondo il consulente di Speranza, “a gennaio avrà bisogno di un altro lockdown a causa della combinazione tra Delta e Omicron”. Le misure prese invece dal nostro Paese “consentono di limitare e rimandare il problema”, rassicura. “Ci siamo abituati a cento morti al giorno, che si potrebbero evitare se tutti si vaccinassero”, dichiara Ricciardi per il quale al momento in Italia l’obbligo vaccinale generalizzato “non è indispensabile”.

Il vaccino per i bambini rischia un’adesione limitata? “Non c’è ragione per non farlo”, risponde Ricciardi, per cui “bisogna puntare al 90 per cento di vaccinati per la protezione che garantisce a bambini, scuola e famiglia”.

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