Renzi archivia la legge elettorale. E dopo le Comunali non si fida di Grillo: “I 5 Stelle forza politica, guai darli per morti”

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Basta con la legge elettorale, niente de profundis per il Movimento 5 Stelle, e chiusura totale all’alleanza con Mdp, perché “D’Alema è fuori dalla realtà”. Matteo Renzi ha commentato a freddo gli ultimi eventi politici, sottolineando la necessità i “non dare per morto Beppe Grillo“. “Il M5S c’è, è una forza politica. Non so per quanto tempo andrà avanti, se si guarda a un caso come l’Ukip di Farage. Se ragionano di scie chimiche e danno sempre la colpa agli altri, perdono credibilità. Quindi sì, sono in difficoltà, ma sono un avversario alle prossime politiche”, ha affermato il segretario del Pd.

Renzi ha affondato il colpo ricordando che “cinque anni fa i grillini governavano a Parma, Comacchio e Mira. Le hanno perse tutte e tre, perché a Comacchio il sindaco rieletto è un fuoriuscito del Movimento. Così come Pizzarotti a Parma, al ballottaggio. A Mira invece il candidato pentastellato al duello finale non ci è nemmeno arrivato”. “Questo però – ha sottolineato – non significa che Grillo sia finito”.

L’ex premier ha poi difeso il suo partito: “Non ci credo alla crisi dei grandi partiti. I sondaggi dicono che il Pd è al 30%. Poi vedo i socialisti francesi al 5%, anche in Olanda sono al 5%, gli altri partiti in difficoltà. Eviterei di fare tutta l’erba un fascio”. Sulla legge elettorale, ha lasciato intendere che i dem non vogliono farsi carico di nuove responsabilità: “Se proponiamo qualcos’altro ci denunciano per stalking. Abbiamo fatto il referendum, il ballottaggio, il Mattarellum, il Rosatellum, il Tedesco… La cosa migliore è prendersi un pò di tempo”.

In merito alle alleanze il leader del Pd ha spiegato: “Se ci sarà la possibilità di individuare dei candidati, vedremo se con preferenze o collegi, vogliamo mettere persone delle associazioni e del terzo settore nelle liste. E siamo disponibilissimi a dialogare con Pisapia e Boldrini. Non c’è nessun cambio di strategia. Io con Pisapia non ho mai chiuso”. Tuttavia il confronto con D’Alema “è un’ipotesi negata dalla realtà: se ne sono andati perché non volevano dialogare con noi”.