Renzi pronto a un breve interim alle Infrastrutture. Delrio scalda i motori per il dopo Lupi. Nel giro di poltrone anche Quagliariello sogna di fare il ministro

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Leggete bene questi numeri e magari giocateveli pure al Lotto, perché sono quelli sui quali ha puntato, vincendo per ora, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Il 63% degli italiani è favorevole alle dimissioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi. Solo il 14%, invece, è convinto che il ministro non doveva lasciare l’incarico. La rilevazione è stata realizzata dall’istituto Ixè per il programma di Rai Tre Agorà e divulgati durante la puntata di venerdì mattina. In realtà si tratta di numeri già ampiamente noti nelle stanze dei bottoni, essendo passati sulla scrivania del premier già nel corso della settimana. Il sondaggio, ovviamente, ha ulteriormente convinto il premier a seguire il copione di sempre. Silenzio di tomba sul caso che scotta, impegni ufficiali confermati, un po’ meno quelli informali dove c’è sempre il rischio di domande a sorpresa, e che a scannarsi siano i diretti interessati. Morale della favola renziana, Maurizio Lupi a casa, Ncd spaccato fra poltronisti e lealisti, a Renzi ormai, non certo al loro leader Angelino Alfano, e avanti tutta con il risiko del rimpasto. E meno male che con l’avvento al potere dell’ex sindaco di Firenze, l’Italia avrebbe dovuto confrontarsi con la nuova politica e la sede del governo diventare una casa di vetro.

SEMPRE LA STESSA STORIA
Di fatto, con l’attuale capo dell’esecutivo, l’orologio della storia è tornato indietro di almeno 30 anni e Palazzo Chigi assomiglia sempre più al Palazzo d’inverno prima di essere assaltato e conquistato dai rivoluzionari russi. Giochi di potere e faide sono il pane quotidiano di questa maggioranza, sempre più lontana dai bisogni reali del Paese. Che di tutto ha bisogno fuorché di politici in lotta fra loro per entrare al governo. A partire da Gaetano Quagliariello, esponente di Ncd che sogna di tornare a fare il ministro sempre che Renzi non scelga Raffaele Cantone o sposti Graziano Delrio. Giochi e trame, altro che il nuovo che avanza. Eppure questo è il quadro. Dopo le dimissioni da ministro delle Infrastrutture per lo scandalo delle Grandi Opere, Lupi viene dato sempre per favorito alla guida del gruppo alla Camera di Area popolare. Ma secondo le ultime indiscrezioni raccolte in Transatlantico, a Montecitorio, la partita non sarebbe ancora chiusa del tutto. Dipenderà sicuramente dalle prossime mosse di Renzi (come risarcirà il sacrificio di un big di un partito della sua maggioranza?), ma sarebbe legata a doppio filo anche alla guerra tra le varie anime interne a Ncd.

AVANTI TUTTA
Nel pomeriggio di ieri infine, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale il ministro dimissionario. Negli stessi minuti, da Forza Italia è Mariastella Gelmini a riaprire le danze. A chi le chiede se Lupi possa davvero ambire a essere ancora candidato sindaco a Milano nel 2016, la coordinatrice lombarda di Fi risponde: “Perché no? Credo che Lupi abbia lavorato già bene come assessore a Milano, è una persona che ha sempre avuto forte consenso e sono convinta che uscirà a testa alta da questa vicenda”. In fondo una scialuppa di salvataggio è sempre pronta per Lupi e agnelli.