Renzi senza ritegno, siamo all’esibizione del ricatto. Chiede di riaprire il confronto col solito obiettivo: far fuori l’avvocato

MATTEO RENZI
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Matteo Renzi, senza ritegno, ora dice “confrontiamoci!”. Dopo aver provocato una crisi di governo al buio e dopo aver ritirato due ministre ed un sottosegretario l’ex premier sembra intenzionato a più miti consigli e si offre di nuovo sul pubblico mercato. Si offre a Conte, ma fa anche una mossa per i critici del suo partito che non avevano visto affatto di buon occhio la dipartita dall’esecutivo e di cui alcuni – si dice tre – potrebbero lesti migrare. Il senatore toscano ce l’ha anche con il Partito democratico, la cui “campagna acquisti sta andando male”.

Ma nel contempo lascia filtrare dagli spazi carsici di WhatsApp che “non è detto che fra un mese ci sia ancora Conte a Palazzo Chigi” e che la tecnica da utilizzare è quella del “polpo” da cuocere a fuoco lento. Lo fa per dire che la sua non è una resa e qualche polveruccia (bagnata) potrebbe ancora avercela da spararsi. Intendiamoci, questa mossa era ampiamente prevista conoscendo il personaggio cinico e volitivo.

Il fatto è che ora però Renzi ha perso molto potere contrattuale e che quindi rischia che il suo supporto sia sostituito da un nucleo essenzialmente centrista formato da Udc e qualche forzista in libera uscita, perché in fondo Conte è un centrista e come tale si presenta attrattivo in una zona moderata. Tornando a Renzi occorre dire, ancora una volta, che il suo agire spregiudicato è plastica rappresentazione dello stato di degrado non solo della politica italiana, ma anche della nostra società.

Non ci si perita neppure di nascondere o almeno velare quelli che sono veri e propri ricatti ed anzi li si esibiscono come un biglietto da visita condito dalla fragranza dell’arroganza. Renzi vuole in primis mettere le mani sui 209 miliardi del Recovery Fund e poi anche sui ministeri ed altri posti di potere. È una partita che aveva previsto di giocare sin dall’inizio quando è entrato a supportare la compagine governativa.

“Che vojono?” – diceva il Marchese del Grillo alias il grande Alberto Sordi – a Ricciotto che gli rispondeva: “Vojono acchiappà sor Marchese”. E così vuole fare Iv. Altro che grandi discorsi nobili sull’Italia e sul programma, Renzi vuole solo “acchiappà” però non resiste alla tentazione di prendersi ancora una volta gioco degli italiani, peraltro in piena pandemia con un difficile piano vaccini da gestire, ammantando la nuda realtà di roboanti proclami retorici.

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