Restitution Day da campagna elettorale. Grillo sventola 80 milioni di stipendi dati indietro o al microcredito

dalla Redazione
Politica

La campagna elettorale dentro la battaglia l’artiglieria pesante. Così mentre Matteo Renzi agita lo spauracchio del Governo tecnico, il Movimento 5 Stelle promuove il Restitution Day in cui annuncia che sono più di 80 milioni di euro dati al microcredito o restituiti allo Stato, rinunciando a parte degli stipendi. Un evento utile anche a distrarre dall’ondata delle firme false che si sta allargando a Palermo. ”

“A prescindere dal fatto che vinca il Sì o il No questo Movimento è una realtà che non si può cancellare”, ha rivendicato Beppe Grillo, scherzando sul fatto che “siamo topi da laboratorio” che stanno conducendo “un esperimento”. “Abbiamo lasciato allo Stato una cifra enorme in stipendi dei parlamentari, è la dimostrazione che si può fare qualcosa senza leggi e leggine per passione e per amore verso il prossimo. Questo movimento è nato dall’impossibile perché secondo molti era impossibile fare politica senza soldi”, ha ribadito il fondatore dei 5 Stelle. E non è mancata la stoccata ai media, per la scarsa attenzione dedicata all’iniziativa. “Per far parlare di questa manifestazione, dovrò cadere in una buca: le ho cercate anche qua, ci sono buche anche a Firenze, e io sono riuscito a raggirarla”, ha sottolineato, citando il clamore suscitato dallo scivolone nella buca trova a Roma, città amministrata dalla pentastellata Virginia Raggi.

Grillo ha anche respinto qualsiasi ipotesi di Governo di scopo guidato da un profilo esterno alla politica.  “Non è mai esistito un governo tecnico. E’ sempre stato politico e dietro ad un politico c’è sempre un tecnico. Quindi sono parole senza senso”.