Riarmo in salsa… Rai Bimbo, Saxa Rubra trasformato in un campo di guerra per la giornata dedicata ai figli dei dipendenti

All'iniziativa per mostrare gli studi Rai ai figli dei dipendenti, i bambini a Saxa Rubra si trovano davanti una sorta di parata militare.

Riarmo in salsa… Rai Bimbo, Saxa Rubra trasformato in un campo di guerra per la giornata dedicata ai figli dei dipendenti

Doveva essere l’occasione per mostrare ai figli dei dipendenti Rai i luoghi in cui i genitori lavorano, in cui nasce la tv, l’informazione, in cui opera la prima industria culturale del Paese. E invece si è trasformato in una sorta di scenario di guerra. L’iniziativa Bimbo Rai finisce, inevitabilmente, tra le polemiche. Saxa Rubra è stata trasformata in un campo d’addestramento dell’esercito e delle forze dell’ordine, in cui i figli dei dipendenti Rai hanno scoperto come è fatta una scena del crimine, ma probabilmente hanno capito molto poco sul luogo in cui lavorano i genitori.

Bimbo Rai, scoppia la polemica: “Scenario militare”

Un’iniziativa contro cui si è schierato il sindacato Usb, criticando la presenza delle forze armate e delle forze dell’ordine a un evento pensato per i bambini. Il sindacato denuncia “la presenza di mezzi militari, equipaggiamenti e dimostrazioni operative” che finiscono per contribuire a “diffondere la cultura della guerra e a rendere ordinaria e positiva l’immagine della dimensione militare, presentandola come elemento di intrattenimento e curiosità”.

I bambini, così, a Saxa Rubra hanno trovato gli uomini dell’esercito in mimetica, i percorsi militari con pneumatici, persino una scena di un omicidio. L’approccio di quest’anno a un’iniziativa tradizionale era già stato denunciato dall’Usigrai, che ieri ha rincarato la dose: “Massima considerazione per l’Esercito… ma riteniamo totalmente fuori luogo che la loro partecipazione sia legata a Bimbo Rai. Si snatura il senso dell’iniziativa. e si introducono modalità di promozione che nulla hanno a che vedere con il lavoro dei dipendenti Rai”. Un appello rimasto inascoltato e che porta il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli, a protestate contro una scelta “che riflette il clima politico e culturale imposto dal governo Meloni, che sta normalizzando la dimensione militare in ogni ambito della vita pubblica”..