Richiedenti asilo, il Comune di Riace riammesso nel sistema Sprar. Il Tar della Calabria dà torto al Ministero dell’Interno

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E’ stato annullato il provvedimento del ministero dell’Interno che aveva escluso il Comune di Riace dallo Sprar, il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. E’ quanto ha deciso la sezione di Reggio Calabria del Tar accogliendo il ricorso presentato a gennaio dal vice sindaco del comune calabrese, Giuseppe Gervasi.

La decisione si fonda essenzialmente sulla circostanza, evidenziata dai difensori del Comune, guidato fino all’ottobre dello scorso anno da Mimmo Lucano, che a Riace sia stato autorizzato il finanziamento per il triennio “2017-2019, in prosecuzione del triennio precedente senza avere comminato penalità, e dall’altro, quasi contestualmente, ha assunto un atto che fonda le penalità e, dunque, la revoca su criticità afferenti al precedente triennio”.

“Il Collegio – scrivono i giudici del Tar – reputa che la contraddittorietà tra la prosecuzione autorizzata a dicembre e la successiva nota di gennaio sia manifesta. L’autorizzazione alla prosecuzione del progetto può, dunque, trovare spiegazione solo con ‘la massima benevolenza dell’Amministrazione’, di cui dà conto la difesa erariale, evidentemente attuatasi mettendo a disposizione del Comune risorse umane e finanziarie, nonostante il riscontrato caos gestionale ed operativo, che emerge con chiarezza dagli atti di causa”.

Secondo i giudici amministrativi “il progetto avrebbe dovuto essere eventualmente chiuso alla scadenza naturale. Averne autorizzato la prosecuzione, lasciando la gestione di ingenti risorse pubbliche in mano ad un’amministrazione comunale, per quanto ricca di buoni propositi e di idee innovative, ritenuta priva delle risorse tecniche per gestirle in modo puntuale ed efficiente, appare fonte di danno erariale che dovrà essere segnalato alla Procura presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Regione Calabria ed alla Procura presso la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Regione Lazio, per i rispettivi profili di competenza”.

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di Gaetano Pedullà

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